Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36540 del 03/07/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 36540 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: DIOTALLEVI GIOVANNI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
LOTRECCHIO BIAGIO N. IL 07/09/1955
LOTRECCHIO NICOLA N. IL 20/04/1982
avverso la sentenza n. 272/2014 CORTE APPELLO di POTENZA, del
27/11/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 03/07/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GIOVANNI DIOTALLEVI
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Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
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Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 03/07/2015

RITENUTO IN FATTO
1. Lotrecchio Biagio e Lotrecchio Nicola propongono congiuntamente ricorso per cassazione
avverso la sentenza della Corte d’appello di Potenza, n. 600/14, pronunciata in data 27
novembre 2014 e depositata il 26 gennaio 2015.
La decisione impugnata ha confermato la condanna degli odierni ricorrenti per i reati di cui
all’art. 483 c.p. e di cui al combinato disposto degli artt. 56 e 640 c.p., per aver tentato di
indurre in errore il Comune di Melfi in merito al possesso dei requisiti prescritti per ottenere un
alloggio popolare, attestando falsamente, nella domanda di assegnazione, la mancata

2. Il ricorso si articola in due distinti motivi.
2.1. Con il primo motivo, si lamenta la nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 606, comma 1,
lett. b) ed e), c.p.p., per violazione degli artt. 5, 40, 42, 47, 81, 110, 115, 483 e 640 c.p.,
nonché per mancanza e/o manifesta illogicità della motivazione e per travisamento della prova
in ordine alla responsabilità a titolo di concorso di Lotrecchio Biagio.
In particolare, si afferma che la responsabilità come concorrente nei delitti contestati di
Lotrecchio Biagio sarebbe stata fondata unicamente sul vincolo di parentela tra quest’ultimo e
l’altro ricorrente e che ciascuno dei due soggetti avrebbe vergato due distinte dichiarazioni
sostitutive di possesso dei menzionati requisiti.
Inoltre, con riferimento alla posizione di Lotrecchio Nicola ed in relazione al delitto di tentata
truffa, si deduce che non emergerebbe alcuna prova dell’utilità, ai fini dell’assegnazione
dell’alloggio popolare, della dichiarazione mendace resa dal medesimo ricorrente, dal momento
che la condizione reddituale del nucleo familiare avrebbe comunque consentito, come
confermato anche dal teste Romaniello, di accedere al bando per l’assegnazione.
2.2. Con il secondo motivo, si sostiene la nullità della sentenza impugnata,

ex art. 606,

comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., per violazione degli artt. 62-bis, 133 e 163 c.p., nonché per
mancanza e/o illogicità della motivazione, in ordine alla mancata concessione dei doppi benefici
di legge per Lotrecchio Biagio.
Nello specifico, si argomenta che il giudice dell’appello non avrebbe motivato circa la mancata
concessione, nei confronti di Lotrecchio Biagio, dei benefici delle attenuanti generiche, della
sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato nei limiti di seguito chiariti per quanto riguarda la posizione di Lotrecchio
Biagio, mentre è manifestamente infondato per quanto riguarda Lotrecchio Nicola.
2. Con riferimento al primo motivo del ricorso deve rilevarsi la manifesta infondatezza della
stesso per entrambe le due posizioni dei Lotrecchio.
Con il ricorso, in apparenza si deducono vizi della motivazione ma, in realtà, si prospetta ina
valutazione delle prove diversa e più favorevole ai ricorrenti, ciò che non è consenti
1

nel

percezione di redditi nel corso dell’anno 2005.

giudizio di legittimità; si prospettano, cioè, questioni di mero fatto che implicano una
valutazione di merito preclusa in sede di legittimità, a fronte di una motivazione esaustiva,
immune da vizi di logica, coerente con i principi di diritto enunciati da questa Corte, come
quella del provvedimento impugnato che, pertanto, supera il vaglio di legittimità. (Cass. sez.
4, 2.12.2003, Elia ed altri, 229369; SU n° 12/2000, Jakani, rv 216260), come è avvenuta nel
caso di specie. Deve sottolinearsi in particolare che la Corte di merito ha vagliato criticamente
tutti i punti in base ai quali è stata ritenuta la consapevolezza della falsità della dichiarazione
finalizzata allo scopo truffaldino di far rientrare tra i beneficiari dell’assegnazione dell’alloggio

annuale pari ad euro 13.295,00 da parte del figlio Nicola. Correttamente, la presentazione di
tale dichiarazione da parte del Lotrecchio Biagio, è stata ritenuta espressione del dolo
concorsuale nella commissione del reato di falso da parte del Nicola, stante il comune interesse
all’assegnazione dell’alloggio e il legame parentale, che unificava l’obiettivo truffaldino. Il
ragionamento operato dai giudici di merito appare dunque saldamente ancorato alle risultanze
processuali, che si saldano in una duplice pronuncia conforme per queste due posizioni nel
merito della responsabilità, anche perché nel ricorso si prospettano esclusivamente valutazioni
di elementi di fatto, divergenti da quelle cui è pervenuto il giudice d’appello con motivazioni
congrue ed esaustive, previo specifico esame degli argomenti difensivi attualmente riproposti.
2. Il ricorso deve essere accolto per quanto riguarda il secondo motivo concernente la mancata
concessione dei doppi benefici di legge in favore di Lotrecchio Biagio, che era stata formulata
attraverso uno specifico motivo di impugnazione e che non è stata oggetto di alcuna
valutazione.
3. Alla luce delle suesposte considerazioni deve annullarsi la sentenza impugnata nei confronti
di Lotrecchio Biagio limitatamente alla omessa statuizione concernente i richiesti doppi benefici
di legge, con rinvio alla Corte d’appello di Salerno per la decisione sul punto e rigettarsi nel
resto il ricorso.
Deve dichiarasi irrevocabile ex art. 624, comma 2 cod. proc. pen. la responsabilità penale del
ricorrente Lotrecchio Biagio;
dichiara inammissibile il ricorso del Lotrecchio Nicola, cui consegue la condanna al pagamento
delle spese processuali, e, considerati profili di colpa emergenti dal ricorso, al versamento della
somma di euro 1000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata nei confronti di Lotrecchio Biagio limitatamente alla omessa
statuizione concernente i richiesti doppi benefici di legge, con rinvio alla Corte d’appello di
Salerno per la decisione sul punto. Rigetta nel resto il ricorso.
Dichiara irrevocabile ex art. 624, comma 2 cod. proc. pen. la responsabilità penale
ricorrente Lotrecchio Biagio.
2

popolare il Lotrecchio Biagio in base alla omessa indicazione della percezione di un reddito

Dichiara inammissibile il ricorso del Lotrecchio Nicola, che condanna al pagamento delle spese
processuali, e al versamento della somma di euro 1000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
Roma li luglio 2015
ere estensore

Giova

Dio lievi
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Il Presidente
Mario Gentile

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