Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36516 del 12/06/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36516 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: VANNUCCI MARCO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
ANTONACI PAOLO nato a MAGLIE il 18/07/1980

avverso l’ordinanza del 19/02/2018 della CORTE APPELLO di LECCE
udita la relazione svolta dal Consigliere MARCO VANNUCCI;

Data Udienza: 12/06/2018

OSSERVATO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
che con ordinanza emessa il 19 febbraio 2018 la Corte di appello di Lecce, in
funzione di giudice dell’esecuzione, ha rigettato l’incidente di esecuzione proposto da
Paolo Antonaci per il ricalcolo della pena determinata dal Procuratore generale
presso la stessa Corte con decreto di cumulo emesso il 18 luglio 2017;
che contro le ordinanze definitive di incidente di esecuzione è ammesso ricorso
per cassazione e il procedimento avanti la corte si svolge secondo le forme relative
al procedimento camerale (art. 666, comma 6, cod. proc. pen.);

tale persona sottoscritto e presentato il 8 marzo 2018) contenente due motivi di
impugnazione;
che il ricorso è inammissibile perché non sottoscritto da avvocato iscritto
nell’albo speciale della corte di cassazione;
che, infatti, il 3 agosto 2017 è entrata in vigore la legge 23 giugno 2017, n. 103
che, con l’art. 1, commi 54 e 63i ha modificato, rispettivamente, il comma 1 dell’art.
571 cod. proc. pen. ed il comma 1 del successivo art. 613;
che il novellato art. 571, comma 1, è del seguente tenore: «Salvo quanto
previsto per il ricorso per cassazione dall’articolo 613, comma 1, l’imputato può
proporre impugnazione personalmente o per mezzo di un procuratore speciale
nominato anche prima della emissione del provvedimento.»
che per effetto della menzionata modifica questo è il testo dell’art. 613, comma
1: «L’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena
di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della corte di cassazione.
Davanti alla corte medesima le parti sono rappresentate dai difensori»;
che, pertanto, a partire dal 3 agosto 2017: il ricorso per la cassazione di
qualunque tipo di provvedimento (sentenza, ordinanza, decreto) di giudice di
merito, emesso quanto meno dopo tale data, per il quale la legge processuale
prevede tale mezzo di impugnazione, deve essere sottoscritto da difensore iscritto
nell’albo speciale della corte di cassazione munito di procura conferita dalla parte
che del provvedimento chiede l’annullamento; non è ammesso che il ricorso sia
dalla parte stessa personalmente sottoscritto;
che in questo senso è la costante giurisprudenza di legittimità formatasi a
seguito delle citate modificazioni di disciplina legale relativa al giudizio di cassazione
(cfr. Cass. Sez. 1, n. 53330 del 4 ottobre 2017, Villa , non massinnata; Cass. Sez. 6,
n. 42062 del 13 settembre 2017, Lissandrello, Rv. 271333);
che dall’inammissibilità del ricorso deriva la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria, che si stima equo
determinare in euro duemila, da versare alla Cassa delle ammende (art. 616 cod.
proc. pen.).

che per la cassazione di tale ordinanza Antonaci ha presentato ricorso (atto da

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro duemila in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma il 12 giugno 2018.

Il Presidente
Antone Int[izia Mazzei

Maly) Vannucci

d

ObL14.-:

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Prima Sezione Penale
Depositata in Cancelleria oggi
31 LUG, 2018
Roma, i

Il Consigliere estensore

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