Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36514 del 12/06/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36514 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: VANNUCCI MARCO

SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
RACHAD AID nato il 11/10/1981
MOSTHAPA ARAFA nato il 28/08/1984

avverso la sentenza del 06/11/2017 della CORTE APPELLO di MESSINA
udita la relazione svolta dal Consigliere MARCO VANNUCCI;

Data Udienza: 12/06/2018

OSSERVATO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
che con sentenza emessa il 6 novembre 2017 ai sensi dell’art. 599-bis cod.
proc. pen. la Corte di appello di Messina, in parziale riforma della sentenza resa dal
Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Messina il 14 marzo 2017 a
definizione di procedimento svoltosi nelle forme del giudizio abbreviato, ha applicato
tanto ad Aid Rachad che ad Arafa Mostapha la pena di quattro anni e tre mesi di
reclusione ed euro 3.100.000 di multa da ciascuna di tali persone pattuita con il

in Messina il 26 settembre 2016, di cui agli artt. 110 cod. pen., 12, comma 3, lett.
a), b) e c), comma 3-bis e comma 3-ter lett. b), del d.lgs. n. 286 del 1998;
che per la cassazione di tale sentenza ciascun imputato ha proposto ricorso (atti
da Rachad e Mostapha personalmente sottoscritti) contenente un motivo di
impugnazione;
che tali

ricorsi

sono

inammissibili

perché

dagli

imputati sottoscritti

personalmente;
che il 3 agosto 2017 è entrata in vigore la legge 23 giugno 2017, n. 103 che,
con l’art. 1, commi 54 e 63, ha modificato, rispettivamente, il comma 1 dell’art. 571
cod. proc. pen. ed il comma 1 del successivo art. 613;
che il novellato art. 571, comma 1, è del seguente tenore: «Salvo quanto
previsto per il ricorso per cassazione dall’articolo 613, comma 1, l’imputato può
proporre impugnazione personalmente o per mezzo di un procuratore speciale
nominato anche prima della emissione del provvedimento.»
che per effetto della menzionata modifica questo è il testo dell’art. 613, comma
1: «L’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena
di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della corte di cassazione.
Davanti alla corte medesima le parti sono rappresentate dai difensori»;
che, pertanto, a partire dal 3 agosto 2017: il ricorso per la cassazione di
qualunque tipo di provvedimento (sentenza, ordinanza, decreto) di giudice di
merito, emesso dopo tale data ovvero emesso prima di tale data e solo dopo questa
notificato (cfr. Cass. S.U., n. 8914 del 21 dicembre 2017, dep. 2018, Aiello, Rv.
272010), per il quale la legge processuale prevede tale mezzo di impugnazione,
deve essere sottoscritto da difensore iscritto nell’albo speciale della corte di
cassazione munito di procura conferita dalla parte che del provvedimento chiede
l’annullamento; non è ammesso che il ricorso sia dalla parte stessa personalmente
sottoscritto;
che in questo senso è la costante giurisprudenza di legittimità formatasi a
seguito delle citate modificazioni di disciplina legale relativa al giudizio di cassazione
(cfr. Cass. S.U., n. 8914 del 21 dicembre 2017, dep. 2018, Aiello, cit.; Cass. Sez. 1,

Procuratore generale presso la Corte di appello di Messina per il delitto, commesso

o

n. 53330 del 4 ottobre 2017, Villa , non massimata; Cass. Sez. 6, n. 42062 del 13
settembre 2017, Lissandrello, Rv. 271333);
che dall’inammissibilità dei ricorsi deriva la condanna dei ricorrenti al pagamento
delle spese processuali e della sanzione pecuniaria, che si stima equo determinare in
euro duemila, da versare alla Cassa delle ammende (art. 616 cod. proc. pen.).

P.Q . M .
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese

Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma il 12 giugno 2018.

Il Presidente

Il Consigliere estensore

AntonellTyizia Mazzei

MarcisZEzcci

v ri

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Prima Sezione Penale

Depositata in Cancelleria oggi
Roma, i

U LUG. 2018

processuali e ciascuno al pagamento della somma di euro duemila in favore della

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