Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36513 del 12/06/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36513 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: VANNUCCI MARCO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
RECCIA ORESTE nato a SAN CIPRIANO D’AVERSA il 04/11/1969

avverso l’ordinanza del 06/02/2018 del TRIB. SORVEGLIANZA di L’AQUILA
udita la relazione svolta dal Consigliere MARCO VANNUCCI;

Data Udienza: 12/06/2018

OSSERVATO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
che con ordinanza emessa il 6 febbraio 2018 il Tribunale di sorveglianza di
L’Aquila ha confermato l’ordinanza con la quale, il 31 ottobre 2016, il Magistrato di
sorveglianza di L’Aquila ebbe a rigettare la domanda di riduzione di pena funzionale
a liberazione anticipata proposta dal detenuto Oreste Reccia;
che contro le ordinanze emesse dal tribunale di sorveglianza in materia di
liberazione anticipata è ammesso ricorso per cassazione e il procedimento avanti la
corte si svolge secondo le forme relative al procedimento camerale (artt. 69-bis ord.

che per la cassazione di tale ordinanza Reccia ha presentato ricorso (atto da tale
persona sottoscritto e presentato il 2 marzo 2018);
che, in primo luogo, si osserva che: il ricorso non contiene alcun motivo di
impugnazione; dopo la consegna di tale atto al direttore della casa di reclusione di
L’Aquila non sono stati presentati motivi di critica alla decisione impugnata;
che pertanto il ricorso è inammissibile ai sensi degli artt. 581, comma 1 lett. c),
591, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.;
che, sotto altro e concorrente profilo, il ricorso è inammissibile perché non
sottoscritto da avvocato iscritto nell’albo speciale della corte di cassazione;
che, infatti, il 3 agosto 2017 è entrata in vigore la legge 23 giugno 2017, n. 103
che, con l’art. 1, commi 54 e 63 ) ha modificato, rispettivamente, il comma 1 dell’art.
571 cod. proc. pen. ed il comma 1 del successivo art. 613;
che il novellato art. 571, comma 1, è del seguente tenore: «Salvo quanto
previsto per il ricorso per cassazione dall’articolo 613, comma 1, l’imputato può
proporre impugnazione personalmente o per mezzo di un procuratore speciale
nominato anche prima della emissione del provvedimento.»
che per effetto della menzionata modifica questo è il testo dell’art. 613, comma
1: «L’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena
di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della corte di cassazione.
Davanti alla corte medesima le parti sono rappresentate dai difensori»;
che, pertanto, a partire dal 3 agosto 2017: il ricorso per la cassazione di
qualunque tipo di provvedimento (sentenza, ordinanza, decreto) di giudice di
merito, emesso quanto meno dopo tale data, per il quale la legge processuale
prevede tale mezzo di impugnazione, deve essere sottoscritto da difensore iscritto
nell’albo speciale della corte di cassazione munito di procura conferita dalla parte
che del provvedimento chiede l’annullamento; non è ammesso che il ricorso sia
dalla parte stessa personalmente sottoscritto;
che in questo senso è la costante giurisprudenza di legittimità formatasi a
seguito delle citate modificazioni di disciplina legale relativa al giudizio di cassazione

pen., 678, 666, comma 6, cod. proc. pen.);


(cfr. Cass. Sez. 1, n. 53330 del 4 ottobre 2017, Villa , non massinnata; Cass. Sez. 6,
n. 42062 del 13 settembre 2017, Lissandrello, Rv. 271333);
che dall’inammissibilità del ricorso deriva la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria, che si stima equo
determinare in euro duemila, da versare alla Cassa delle ammende (art. 616 cod.
proc. pen.).

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro duemila in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma il 12 giugno 2018.

Il Presidente

Il Consigliere estensore

Antonà-I4 Patrizia Mazzei

Marcolf annucci

i

r

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Prima Sezione Penale

Depositata in Cancelleria oggi
Roma, lì

…3.1.1a. 2018

P.Q.M.

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