Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36500 del 06/06/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36500 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: BONI MONICA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE TRIBUNALE DI VICENZA
nel procedimento a carico di:
CASSESE MARCELLO nato a NAPOLI il 08/03/1975

avverso l’ordinanza del 03/02/2017 del GIP TRIBUNALE di VICENZA
udita la relazione svolta dal Consigliere MONICA BONI; ” I

lette/seRtite le conclusioni del PG

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Data Udienza: 06/06/2018

Ritenuto in fatto

1.Con ordinanza resa il 3 febbraio 2017 il Giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Vicenza, in funzione di giudice dell’esecuzione, rigettava l’istanza,
avanzata dal Procuratore della Repubblica presso quel Tribunale, di revoca del
beneficio della sospensione condizionale della pena, concesso a Marcello Cassese con
la sentenza emessa dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vincenza del
2 marzo 2010, irrevocabile il 24 aprile 2010, in ragione del fatto che il reato oggetto

2015, irrevocabile l’11 ottobre 2016, non era della stessa indole di quelli per i quali il
beneficio era stato applicato.
2. Avverso detto provvedimento propone ricorso per cassazione il Procuratore
della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, il quale si duole di violazione di legge
in relazione al disposto dell’art. 168 cod. pen., comma 1, nr. 1, in quanto il requisito
dell’identità di indole giuridica è riferito soltanto alle contravvenzioni e non ai delitti.
3. Con requisitoria scritta del 10 maggio 2018, il Procuratore Generale presso
la Corte di Cassazione, dr. Giovanni Di Leo, ha chiesto l’annullamento con rinvio
dell’ordinanza impugnata.

Considerato in diritto

Il ricorso è fondato e va quindi accolto.
1. Per costante ed indiscusso arresto di questa Corte, ai fini della revoca di
diritto della sospensione condizionale della pena prevista dall’art. 168 cod. pen.,
comma 1 n.1, il presupposto dell’identità dell’indole del reato commesso nei termini
stabiliti opera solo con riferimento alle contravvenzioni e non riguarda anche i delitti
(Cass. Sez. 1, n. 4585 del 30/06/1999, P.M. in proc. La Penna, rv. 214020; sez. 1, n.
31365 del 02/07/2008, P.M. in proc. De Filippis, rv. 240679; sez. 1, n. 1058 del
15/02/2000, Pg in proc. Bellino, rv. 215615; sez. 6, n. 10349 del 6/2/2013,
Grassetti, rv. 254688).
Si è osservato al riguardo che “nell’espressione “delitto ovvero contravvenzione
della stessa indole”, contenuta nell’art.168 primo comma c.p., la cui commissione da
parte del condannato a pena in precedenza condizionalmente sospesa determina la
revoca del beneficio, la congiunzione circoscrive il significato delle parole consecutive,
nel senso che la revoca ha luogo di diritto soltanto quando la contravvenzione sia
“della stessa indole” di quella in relazione alla quale era stata applicato il beneficio
della sospensione condizionale della pena, mentre tale limitazione non opera nel caso
di delitto, che costituisce causa di revoca sempre, quale che ne sia la natura” (Cass.,
n. 1058/2000 citata).

1

della successiva sentenza in esecuzione, emessa da quel giudice in data 17 febbraio

2. Pertanto, in adesione al principio di diritto richiamato, l’ordinanza impugnata,
affetta da erronea interpretazione del parametro normativo di riferimento, va
annullata senza rinvio e, nella sussistenza dei presupposti di fatto e di diritto
prescritti per legge, che rendono superfluo il rinvio al giudice dell’esecuzione secondo
quanto prescritto dall’art. 620 lett. I) cod. proc. pen., la sospensione condizionale
della pena concessa a Marcello Cassese con sentenza del Giudice per l’udienza
preliminare del Tribunale di Vicenza in data 2 marzo 2010, irrevocabile il 24 aprile
2010, va revocata, avendo egli sino alla data del 7 ottobre 2014, quindi entro il
successivo quinquennio, commesso il delitto di cui all’art. 73 d.P.R. n. 309/90, per il

17 febbraio 2015, irrevocabile l’11 ottobre 2016, alla pena di anni tre, mesi otto di
reclusione e di euro 14.000,00 di multa.
Per quanto di competenza va disposta la comunicazione della presente
decisione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza.

P. Q. M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata quanto al rigetto della revoca della
sospensione condizionale della pena concessa con sentenza del Giudice per l’udienza
preliminare del Tribunale di Vicenza del 2 marzo 2010, irrevocabile il 24 aprile 2010,
revoca che dispone. Si comunichi al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Vicenza.
Così deciso in Roma, il 6 giugno 2018.

quale ha riportato condanna con sentenza del G.u.p. del Tribunale di Vicenza in data

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