Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36480 del 02/05/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36480 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: ESPOSITO ALDO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PIRAS FULVIO, n. il 30/03/1987;
avverso l’ordinanza n. 749/2017 del Tribunale di Cagliari del 13/10/2017;
sentita la relazione fatta dal Consigliere dott. Aldo Esposito;
lette le conclusioni del Procuratore generale, in persona della dott.ssa Paola Filippi, che ha chiesto l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza impugnata e che sia
disposta la trasmissione degli atti al Procuratore della repubblica presso il Tribunale
di Cagliari per la promozione della esecuzione della sentenza del Tribunale di Cagliari
del 13/12/2012;

Data Udienza: 02/05/2018

2
RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

1. Con l’ordinanza indicata in epigrafe il Tribunale di Cagliari, in funzione di giudice
dell’esecuzione, ha revocato la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità disposta nei confronti di Piras Fulvio, con sentenza del G.U.P. del Tribunale di Cagliari
del 13/12/2012, e ha disposto il ripristino della pena sostituita di mesi due e giorni
venti di arresto ed euro novecento di ammenda e della sanzione amministrativa ac-

La revoca è stata disposta, in quanto, dalla nota della Stazione di carabinieri di
Samatzai e dalla comunicazione del servizio sociale del Comune di Pimentel, era
emerso che Piras non aveva mai svolto il lavoro di pubblica utilità. Tale circostanza
era ritenuta addebitabile a Piras, non essendosi mai attivato per eseguirlo, nonostante il decorso di quasi cinque anni dalla data di irrevocabilità della sentenza.

2. Piras, a mezzo del proprio difensore, propone ricorso per Cassazione avverso la
suindicata ordinanza per violazione degli artt. 44 e 54, comma 6, D.Igs. n. 274 del
2000 e 2, comma 2, Dec. Min. del 26/03/2001.
Si deduce che il Tribunale non ha valutato che i lavori in oggetto, sebbene programmati dal Comune di Pimentel, non erano stati mai avviati e che il condannato
non risultava aver ricevuto notizia di un imminente avvio dei medesimi. Il giudice di
cognizione, peraltro, non aveva stabilito né un termine iniziale né un termine finale,
entro il quale effettuare i lavori.

3. Il ricorso è fondato.
Ai sensi dell’art. 186, comma 9 bis, C.d.S., non è richiesta alcuna istanza dell’imputato ai fini della sostituzione del lavoro di pubblica utilità alla pena inflitta, essendo
sufficiente la sua non opposizione.
Non assume perciò rilievo che, l’imputato possa, di sua iniziativa, sollecitare e
richiedere quel beneficio. Rilevano la cornice normativa nella quale tale istanza si
inserisce nell’ambito dell’istituto di riferimento, come delineato dal legislatore, ed il
corollario che ne scaturisce: la legge non pone affatto obblighi di sorta in capo all’imputato, come quelli indicati nell’ordinanza impugnata.
Essa non postula affatto una situazione diversa (cui far conseguire obblighi diversi)
da quella ipotizzata di “non opposizione”.
Se non è necessaria un’esplicita richiesta dell’imputato, ma è sufficiente solo la
sua non opposizione, nel caso in esame resa ancor più evidente dalla sollecitata
istanza in tal senso, non si comprende per quali ragioni l’imputato medesimo dovrebbe essere gravato dell’obbligo di indicare “l’ente presso cui si intenda svolgere
l’attività, il consenso di tale ente, il piano di lavoro concordato unitamente al

cessoria della sospensione della patente di guida per anni uno e mesi sei.

3
calendario delle giornate lavorative necessarie a coprire l’entità della pena sostituita,
ecc.”, in fase esecutiva (Sez. 4, 03/04/2012 n. 19162, Pontello, Rv. 252684; Sez. 4,
02/02/2012 n. 4927, Ambrosi, Rv. 251956)
Una volta che egli abbia manifestato la “non opposizione”, addirittura chiedendo
quel beneficio, la legge non gli impone alcun obbligo determinativo delle modalità di
esecuzione dello stesso, spettante solo a chi, nella mera non opposizione del destinatario, quel beneficio si determini a disporre.

tenza di condanna.
Anche la mancata stipulazione di convenzioni da parte del Tribunale (o la cessazione delle stesse) non comporta un ulteriore onere di ricerca da parte del condannato, privo del potere e degli strumenti di individuazione dell’ente.
Eventuali ritardi imputabili esclusivamente alle pubbliche istituzioni, qualora effettivamente ricorrenti, non possono ricadere sul condannato, che solo per questi altrui
inadempimenti si vedrebbe negato il beneficio in questione.
In sostanza, in tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini della sostituzione della
sanzione detentiva o pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità,è sufficiente
la non opposizione da parte dell’imputato, mentre è onere dell’autorità giudiziaria
individuare l’ente presso cui l’attività lavorativa deve essere svolta e le modalità di
esecuzione della misura (Sez. 1, n. 53684 del 04/05/2016, Moscariello, Rv. 268551;
Sez. 1, n. 7172 del 13/01/2016, Silocchi, Rv. 266618).

4. L’ordinanza impugnata, pertanto, va annullata, senza rinvio, con conseguente
trasmissione degli atti al Procuratore della repubblica di presso il Tribunale di Cagliari,
perché promuova l’esecuzione della sentenza 13 dicembre 2012, emessa dal Giudice
dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Cagliari,

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L. ,

P. Q. M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dispone trasmettersi gli atti al Procuratore della repubblica di presso il Tribunale di Cagliari, perché promuova l’esecuzione della sentenza 13 dicembre 2012, emessa dal Giudice dell’Udienza Preliminare
del Tribunale di Cagliari.
Così deciso in Roma il 2 maggio 2018.

Il Presidente

Il Consigliere estensore
Aldo Es

Antonella patrizia Mazzei

TE SUPREMA DI CASSAZIONE
Prima Sezione Penale

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La situazione non muta in conseguenza della sopravvenuta irrevocabilità della sen-

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