Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36446 del 30/05/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36446 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: ROCCHI GIACOMO

Data Udienza: 30/05/2018

SENTENZA

sui ricorsi proposti da:
CORATELLA VINCENZO nato a ANDRIA il 20/03/1974
FORTUNATO NICOLA nato a ANDRIA il 17/04/1973
RUSTICO LUIGI nato a ANDRIA il 28/07/1971

avverso la sentenza del 13/12/2016 della CORTE APPELLO di BARI
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIACOMO ROCCHI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore FELICETTA MARINELLI
che ha concluso chiedendo l’inammissibilita dei ricorsi.
Udito il difensore presente avv. Guido Ceci per il ricorrente Coratella Vincenzo che
chiede l’accoglimento dei motivi di ricorso.

i
I

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza indicata in epigrafe, la Corte di appello di Bari, in riforma
di quella del Tribunale di Trani appellata da Coratella Vincenzo, Fortunato Nicola
e Rustico Luigi, concesse a tutti gli imputati le attenuanti generiche
rideterminava la pena nei loro confronti, confermando nel resto la sentenza
impugnata.
Ai tre imputati è contestata l’introduzione nel territorio dello Stato e l’illegale

a quattro silenziatori; Coratella e Rustico rispondono anche di detenzione di sigilli
di Enti pubblici e di uffici pubblici nonché di impronte di pubblica autorizzazione o
certificazione, nonché della detenzione di altri due fucili e di numerose cartucce.
Ancora, i tre imputati rispondono di partecipazione ad associazione per
delinquere finalizzata all’illegale introduzione nel territorio dello Stato di armi e di
numerosi falsi.
All’udienza davanti alla Corte d’appello gli imputati avevano rinunciato ai
motivi di appello concernenti la responsabilità, insistendo per quelli attinenti alla
determinazione della pena.

2.

Ricorre per cassazione il difensore di Coratella Vincenzo, deducendo

mancanza di motivazione con riferimento alla differenziazione della posizione
dell’imputato da quella di Rustico: in effetti, era stato Coratella a rendere
dichiarazioni che avevano reso possibile l’accusa nei confronti di Rustico.
In un secondo motivo il ricorrente deduce violazione dell’art. 597, commi 3 e
4,cod. proc. pen..
La Corte territoriale aveva calcolato la pena complessiva partendo da una
pena base di anni cinque di reclusione, superiore a quella di anni quattro e mesi
sei di reclusione adottata dal giudice di primo grado: sussisteva, pertanto, la
violazione del principio del divieto di reformatio in peius.

3. Con due distinti atti, ricorre per cassazione il difensore di Fortunato Nicola
e di Rustico Luigi,che deduce mancanza della motivazione.
In effetti, la sentenza impugnata non conteneva una motivazione adeguata
sull’insussistenza dei presupposti per il proscioglimento degli imputati ai sensi
dell’art. 129 cod. proc. pen..

Il difensore di Rustico Luigi ha depositato motivi nuovi con i quali deduce
violazione dell’art. 597, comma 3, cod. proc. pen. con riferimento alla fissazione
da parte della Corte d’appello di una pena base superiore a quella fissata dal

2

detenzione di cinque pistole e numerose munizioni, oltre ad un puntatore laser e

Giudice di primo grado, pur in assenza di appello da parte del P.M..

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. I ricorsi proposti nell’interesse di Fortunato Nicola e Rustico Luigi sono
inammissibili.
La giurisprudenza costante di questa Corte afferma che la rinuncia parziale
ai motivi d’appello determina il passaggio in giudicato della sentenza gravata

cassazione con il quale si propongono censure attinenti ai motivi d’appello
rinunciati (Sez. 4, n. 9857 del 12/02/2015 – dep. 06/03/2015, Barra ed altri, Rv.
262448); in conseguenza della rinuncia, la Corte d’appello non ha, quindi, alcun
onere di motivare in ordine ai motivi rinunciati (Sez. 2, n. 46053 del 21/11/2012
– dep. 27/11/2012, Lombardi e altro, Rv. 255069).

2. Il ricorso di Coratella Vincenzo in punto di determinazione della pena, del
tutto generico con riferimento ad una disparità di trattamento tra tale imputato e
Rustico, è invece fondato quanto alla violazione del divieto di reformatio in peius.
In effetti, la Corte territoriale ha adottato come pena base per il delitto più
grave tra quelli ritenuti riuniti per continuazione quella di anni cinque di
reclusione ed euro 7.500 di multa, superiore, quanto alla pena detentiva, a
quella fissata dal giudice di primo grado, operazione vietata dall’art. 597 comma
3 cod. proc. pen..
L’impugnazione ha effetto estensivo nei confronti degli altri imputati, in
quanto non fondata su motivi esclusivamente personali: di conseguenza, la
sentenza impugnata deve essere annullata nei confronti di tutti i ricorrenti
limitatamente al trattamento sanzionatorio.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata nei confronti di tutti i ricorrenti limitatamente
al trattamento sanzionatorio e rinvia per nuovo giudizio ad altra Sezione della
Corte di appello di Bari.
Dichiara inammissibili nel resto i ricorsi di Fortunato Nicola e Rustico Luigi.

Così deciso il 30 maggio 2018

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Il Consigliere estensore

Prima Sezione Penale

Il Presidente

limitatamente ai capi oggetto di rinuncia, di talché è inammissibile il ricorso per

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