Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36444 del 26/05/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 36444 Anno 2015
Presidente: ESPOSITO ANTONIO
Relatore: VERGA GIOVANNA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
OTTONELLO EUGENIO N. IL 03/11/1972
BONZANO MASSIMO N. IL 30/10/1969
avverso la sentenza n. 2240/2013 GIP TRIBUNALE di
ALESSANDRIA, del 30/09/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIOVANNA VERGA;
J:ette/sentite le conclusioni del PG Dott. (1 -(-1-v-) – Ac2-e-e—–3
ni .31 -).–2-„,,
,’ 1.—0:,
……„21 •

it72,—,->-3-7—-

) cl’e”

Udit i difensor Avv.;

A.

\

Data Udienza: 26/05/2015

MOTIVI DELLA DECISIONE
Ricorrono per cassazione OTTONELLO Eugenio e BONZANO Massimo avverso la sentenza
emessa, ai sensi dell’articolo 444 codice procedura penale, in data 30 settembre 2014 dal
giudice delle indagini preliminari del tribunale di Alessandria.
OTTONELLO Eugenio lamenta :
1. inosservanza ed erronea applicazione della legge penale con riferimento all’articolo 129
codice procedura penale; violazione di legge con riferimento alla ritenuta ammissibilità

2. violazione di legge e vizio della motivazione con riferimento alla mancata revoca del
sequestro preventivo e alla mancata concessione delle attenuanti del risarcimento del
danno.
BONZANO Massimo deduce:
violazione di legge, in particolare erronea applicazione dell’articolo 322ter codice penale. In
particolare lamenta di avere, in sede di giudizio di primo grado, richiesto la restituzione dei
beni sequestrati in considerazione del raggiungimento di un accordo con la parte civile che ha
concordato la restituzione integrale delle somme indebitamente percepite accettando
pagamenti rateali. A seguito di tale accordo la parte civile ha revocato la propria costituzione in
giudizio. Lamenta che nonostante tale accordo e il puntuale rispetto delle scadenze di
pagamento concordate la richiesta di restituzione non è stata accolta dal giudice che ha
disposto la confisca di quanto in sequestro per un valore equivalente alle somme di cui al
procedimento penale. Rileva che a giustificazione della decisione è stato affermato che ” il
risarcimento del danno non rileva ai fini della confisca in quanto, mentre i beni confiscati
vengono destinati al patrimonio dello Stato, il risarcimento è stato effettuato in favore di
ARPEA che è un ente regionale e dunque soggetto diverso dallo Stato. Ritiene tale
motivazione illegittima nonché contrastante con i principi costituzionali di legalità e di
uguaglianza. Rileva che la giurisprudenza di legittimità ha avuto modo in diverse occasioni di
precisare che in tema di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche la
confisca del profitto non può essere disposta nel caso di restituzione delle somme percepite
indebitamente, giacché tale comportamento elimina in radice l’oggetto della misura ablatoria
che se disposta comporterebbe una duplicazione sanzionatoria contrastante con i principi
costituzionali (Cassazione numero 44446 del 2013).
La parte civile ARPEA presentava memoria con la quale chiedeva declaratoria di inammissibilità
del ricorso OTTONELLO

Il ricorso dell’OTTONELLO è inammissibile .
Il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un lato adeguato al contenuto nell’accordo
tra le parti e dall’altro ha escluso che ricorressero i presupposti dell’art. 129 c.p.p. facendo
riferimento agli atti del processo. Siffatta motivazione, avuto riguardo alla speciale natura
dell’accertamento in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti, appare pienamente

della costituzione di parte civile;

adeguata ai parametri richiesti per tale genere di decisioni, secondo la costante giurisprudenza
di legittimità. L’accordo intervenuto tra le parti infatti esonera l’accusa dall’onere della prova e
comporta che la sentenza che recepisce l’accordo fra le parti sia da considerare
sufficientemente motivata con una succinta descrizione del fatto (deducibile dal capo
d’imputazione), con l’affermazione della correttezza della qualificazione giuridica di esso, con il
richiamo all’art. 129 c.pp.. per escludere la ricorrenza di alcuna delle ipotesi ivi previste, con la
verifica della congruità della pena patteggiata ai fini e nei limiti di cui all’art. 27 Cost. (Cass.
Sez. un. 27 marzo 1992, Di Benedetto; Sez. un. 27 settembre 1995, Serafino; Sez. un. 25

L’ammissione della parte civile non è suscettibile di ricorso per Cassazione.
La restituzione è stata esclusa sulla scorta di accertamenti di merito, adeguatamente motivati
e come tali incensurabili in questa sede.

Il ricorso di BONZANO Massimo è fondato.
La sentenza ha dato atto dell’avvenuto risarcimento alla costituita parte civile ARPEA che
proprio per questo motivo ha revocato la costituzione.
Ciò detto come già affermato da questa Corte in alcune pronunce (Cass. n. 45054 del 2011
Rv. 251070; n. 6635 del 2014 Rv. 258903), condivise da questo Collegio, ove la somma
“restituita” – o comunque rifusa – non fosse computata come ontologica riduzione di ciò che il
reato aveva fruttato, la confisca non prenderebbe più in considerazione l’utilità economica che
è residuata all’esito di una condotta di adempimento dell’obbligo restitutorio, ma un importo
avulso dalle condotte riparatorie e come tale raccordabile ad un tipo di sanzione non prevista
dall’ordinamento. Tale sarebbe, infatti, una confisca parametrata non sul profitto “attuale” al
momento della sua applicazione, e dunque al netto delle restituzioni, ma all’utile derivato dal
reato al momento della sua consumazione. In sostanza, la confisca verrebbe a colpire non
l’accrescimento patrimoniale frutto dell’illecito, ma una parte del patrimonio in quanto tale,
dando così vita ad un effetto sanzionatorio illegittimo, in quanto non previsto dalla legge”. Nel
caso di specie dalla stessa motivazione risulta che l’imputato ha integralmente risarcito il
danno, prova ne è che è stata riconosciuta la relativa attenuante, restituendo le somme
indebitamente percepite per il cui importo era stato disposto il sequestro preventivo per
equivalente. Il raggiungimento di un accordo per il risarcimento del reato con la parte offesa
non può esplicare i suoi effetti nel limitato campo amministrativo, ma estende la sua portata
anche nel campo penale e incide sul sequestro per equivalente in relazione al profitto derivato
dal reato. L’utilità economica ricavata a seguito della consumazione di una truffa non può
infatti essere confiscata come profitto del reato, nemmeno per equivalente, quando la stessa
sia stata già restituita al soggetto danneggiato.
La sentenza deve pertanto essere annullata senza rinvio nei confronti di Bonzano Massimo
limitatamente alla disposta confisca dei beni di cui si dispone la restituzione.

novembre 1998, Messina; sez.IV 13 luglio 2006 n.34494, Koumya)..

Il ricorso di OTTONELLO Eugenio deve essere dichiarato inammissibile e il ricorrente
condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1000,00 alla cassa
delle ammende, nonché alla rifusione in favore della parte civile abbia ARPEA delle spese
sostenute dalla stessa che si liquidano in euro 1500,00 oltre Iva e cpa come per legge

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Bonzano Massimo limitatamente

Dichiara inammissibile il ricorso di OTTONELLO Eugenio che condanna al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1000,00 alla cassa delle ammende, nonché alla
rifusione in favore della parte civile abbia ARPEA delle spese sostenute dalla stessa liquidate in
euro 1500,00 oltre Iva e cpa come per legge.
Così deliberato in Roma il 26.5.2015
Il Consigliere estensore
Giovanna VERGA

alla disposta confisca dei beni di cui si dispone la restituzione.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA