Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36409 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36409 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
DICEMBRI LUCCHESI ALBERTO nato il 05/07/1965 a SARZANA

avverso la sentenza del 10/10/2017 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 18/04/2018

Motivi della decisione
Dicembri Lucchesi Alberto ha proposto ricorso per cassazione avverso la
sentenza della Corte di Appello di Bologna indicata in epigrafe con la quale è stata
confermata la sentenza di condanna resa dal Tribunale di Reggio Emilia in data
21.04.2015, in riferimento al reato di cui all’art. 186, comma 2, lett. c), cod.
strada.
L’esponente deduce il vizio motivazionale, in riferimento al rigetto della

Il ricorso è inammissibile.
Come noto, in tema di valutazione dei vari elementi per la concessione delle
attenuanti generiche, ovvero in ordine al giudizio di comparazione e per quanto
riguarda la dosimetria della pena ed i limiti del sindacato di legittimità su detti
punti, la giurisprudenza di questa Suprema Corte non solo ammette la c.d.
motivazione implicita (Cass. sez. VI 22 settembre 2003 n. 36382 n. 227142) o con
formule sintetiche (tipo “si ritiene congrua” vedi Cass. sez. VI 4 agosto 1998 n.
9120 Rv. 211583), ma afferma anche che le statuizioni relative al giudizio di
comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti, effettuato in riferimento ai
criteri di cui all’art. 133 cod. pen., sono censurabili in cassazione solo quando siano
frutto di mero arbitrio o ragionamento illogico (Cass. sez. III 16 giugno 2004 n.
26908, Rv. 229298).
Si tratta di evenienza che non sussiste nel caso di specie.
La Corte di Appello si è soffermata sul tema della invocata sospensione
condizionale della pena inflitta, osservando che non poteva essere formulata alcuna
prognosi positiva di non recidiva; ciò in quanto l’imputato risulta gravato da tre
precedenti, dei quali uno specifico. Al riguardo, in sentenza si rileva che detta
evenienza induce ad escludere che Dicembri abbia avvertito l’efficacia deterrente
delle pene inflitte, se pure risalenti nel tempo. Oltre a ciò, la Corte territoriale ha
sottolineato che il reato per il quale si procede risulta caratterizzato da rilevante
disvalore, per l’elevato tasso alcolemico e la pericolosità della condotta; ed ha
chiarito che dette evenienze non consentivano la mitigazione della pena
originariamente inflitta. Si tratta di motivazioni immuni da aporie di ordine logico e
perciò non sindacabili in questa sede di legittimità.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di C 3.000,00 in
favore della Cassa delle Ammende.

2

richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.

Così deciso in Roma, in data 18 aprile 2018.

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