Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36406 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36406 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: BRUNO MARIAROSARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
HOUSIN AHMED nato il 01/03/1991

avverso la sentenza del 31/10/2017 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO;

Data Udienza: 18/04/2018

Housin Ahmed ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Bologna in epigrafe indicata, che ha confermato la condanna
alla pena di mesi dieci di reclusione ed euro 3.000,00 di multa pronunciata dal
Tribunale di Bologna in relazione al reato di cui all’art. 73, comma quinto, d.P.R.
309/90, commesso in Bologna il 7 aprile 2017.
L’esponente deduce vizio di motivazione con riferimento all’aspetto
riguardante il trattamento sanzionatorio ed i criteri seguiti per la sua
determinazione.
Il ricorso è inammissibile.
Dall’esame del provvedimento impugnato emerge che l’apparato
argomentativo della sentenza d’appello è del tutto immune da censure, avendo
la Corte territoriale ampiamente e correttamente argomentato sulla congruità
della pena inflitta al ricorrente.
Con riferimento alla determinazione della pena, occorre ricordare che una
specifica e dettagliata motivazione si richiede ove la sanzione sia stabilita in
misura prossima al massimo edittale o comunque superiore alla media,
risultando insindacabile, in quanto riservata al giudice di merito, la sola scelta
implicitamente basata sui criteri di cui all’art. 133 cod. pen. di irrogare una pena
In misura media o prossima al minimo edittale (Sez.4, n.27959 del 18/06/2013,
Pasquali, Rv.258356; Sez.2, n.28852 del 8/05/2013, Taurasi, Rv.256464; Sez.
4, n.21294 del 20/03/2013, Serratore, Rv.256197).
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00
in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 18 aprile 2018

Motivi della decisione

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