Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36390 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36390 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TAGLIERI MANUEL nato il 04/07/1996 a CATANIA

avverso la sentenza del 24/11/2017 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 18/04/2018

Motivi della decisione
Taglieri Manuel ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Catania indicata in epigrafe con la quale, in riforma della
sentenza di condanna resa dal Tribunale di Catania in data 10.11.2015, in
riferimento al reato di cui all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990, è stata rideterminata la
pena originariamente inflitta.
L’esponente deduce il vizio motivazionale, in riferimento all’affermazione di

sentenza impugnata si fonda su motivazione tautologica; e che nella
commisurazione della pena non si sa tenuto conto dell’ottimo comportamento
processuale.
Il ricorso è inammissibile.
Si osserva che il ricorrente non propone, in realtà, alcun motivo di censura,
che attinga l’apparato motivazionale posto a fondamento della sentenza
impugnata. Il ricorso è affidato a formule di stile e, quanto alla dosimetria,
l’esponente si limita a richiamare alcune circostanze di fatto, omettendo di
confrontarsi con il concreto contenuto argomentativo del provvedimento gravato.
Deve, allora, rilevarsi che questa Suprema Corte ha chiarito che è inammissibile il
ricorso per cassazione i cui motivi siano generici, ovvero non contenenti la precisa
prospettazione delle ragioni in fatto o in diritto da sottoporre a verifica (vedi, da
ultimo, Cass. Sezione 3, Sentenza n. 16851 del 02/03/2010, dep. 04/05/2010, Rv.
246980). Del resto, la Corte di Appello ha chiarito che le modalità dello spaccio da
strada organizzato dal prevenuto in concorso con altri vennero direttamente
osservate dai verbalizzanti che poi procedettero all’arresto del Taglieri. Sotto altro
aspetto, il Collegio ha accolto la richiesta di riconoscimento del vincolo della
continuazione tra i fatti per cui si procede ed altri già giudicati, contenendo in mesi
due e giorni venti di reclusione oltre alla multa il relativo aumento di pena.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso, che si impone, segue la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione
pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, liquidata come a dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.
Così deciso in Roma, in data 18 aprile 2018.

responsabilità penale ed alla entità della pena. Nel ricorso si osserva che la

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