Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36382 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36382 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MANGIAMELI GIUSEPPE nato il 21/07/1987 a LENTINI

avverso la sentenza del 05/10/2017 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 18/04/2018

Motivi della decisione
Mangiameli Giuseppe ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza
della Corte di Appello di Catania indicata in epigrafe con la quale è stata
confermata la sentenza di condanna resa dal Tribunale di Siracusa in data
14.12.2016, in riferimento al reato di cui all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990.
L’esponente deduce violazione di legge e vizio motivazionale, in riferimento
al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche pure a fronte del positivo

Il ricorso è inammissibile.
Come noto, in tema di valutazione dei vari elementi per la concessione delle
attenuanti generiche, ovvero in ordine al giudizio di comparazione e per quanto
riguarda la dosimetria della pena ed i limiti del sindacato di legittimità su detti
punti, la giurisprudenza di questa Suprema Corte non solo ammette la c.d.
motivazione implicita (Cass. sez. VI 22 settembre 2003 n. 36382 n. 227142) o con
formule sintetiche (tipo “si ritiene congrua” vedi Cass. sez. VI 4 agosto 1998 n.
9120 Rv. 211583), ma afferma anche che le statuizioni relative al giudizio di
comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti, effettuato in riferimento ai
criteri di cui all’art. 133 cod. pen., sono censurabili in cassazione solo quando siano
frutto di mero arbitrio o ragionamento illogico (Cass. sez. III 16 giugno 2004 n.
26908, Rv. 229298). Si tratta di evenienza che non sussiste nel caso di specie.
La Corte di Appello ha infatti osservato che la pena irrogata dal primo
giudice, che aveva stabilito la pena base in misura corrispondente al minimo
edittale, era adeguata al caso di specie, posto che il prevenuto aveva realizzato
una attività di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio ben
organizzata e nient’affatto occasionale. In sentenza si sottolinea, altresì, che
l’imputato non è meritevole delle attenuanti generiche, tenuto conto del
comportamento al momento del fatto, della accertata condotta di evasione e dei
numerosi precedenti penali, anche specifici.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso, che si impone, segue la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione
pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, liquidata come a dispositivo.
P.Q. M .
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.
Così deciso in Roma, in data 18 aprile 2018.

comportamento processuale.

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