Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36355 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36355 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MARCELLI STEFANO nato il 09/03/1987 a ROMA

avverso la sentenza del 05/04/2017 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 18/04/2018

i

Motivi della decisione
Marcelli Stefano ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Roma indicata in epigrafe con la quale è stata confermata la
sentenza di condanna resa dal G.i.p. del Tribunale di Roma in data 17.11.2016, in
riferimento all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990.
L’esponente si duole della entità della pena; e contesta la mancata riduzione
per la ridotta capacità di intendere e di volere, a causa del documentato stato di

Il ricorso è inammissibile.
Come noto, in tema di valutazione dei vari elementi per la concessione delle
attenuanti generiche, ovvero in ordine al giudizio di comparazione e per quanto
riguarda la dosimetria della pena ed i limiti del sindacato di legittimità su detti
punti, la giurisprudenza di questa Suprema Corte non solo ammette la c.d.
motivazione implicita (Cass. sez. VI 22 settembre 2003 n. 36382 n. 227142) o con
formule sintetiche (tipo “si ritiene congrua” vedi Cass. sez. VI 4 agosto 1998 n.
9120 Rv. 211583), ma afferma anche che le statuizioni relative al giudizio di
comparazione tra circostanze aggravanti ed attenuanti, effettuato in riferimento ai
criteri di cui all’art. 133 cod. pen., sono censurabili in cassazione solo quando siano
frutto di mero arbitrio o ragionamento illogico (Cass. sez. III 16 giugno 2004 n.
26908, Rv. 229298). Si tratta di evenienza che non sussiste nel caso di specie.
La Corte di Appello ha infatti osservato che la pena irrogata dal primo giudice,
previo riconoscimento delle attenuanti generiche, non poteva essere ulteriormente
mitigata, in ragione del rilevante quantitativo di cocaina detenuto dall’imputato,
pari a circa un chilo. Il Collegio ha pure considerato che i precedenti penali a carico
del Marcelli avrebbero comportato l’applicazione della recidiva qualificata, nel caso
non contestata. Sulla scorta di tali rilievi, in sentenza si osserva che il trattamento
sanzionatorio risulta del tutto adeguato alla gravità del reato ed alla negativa
personalità dell’imputato. E’ poi appena il caso di rilevare che il tema relativo al
riconoscimento del vizio parziale di mente, assertivamente richiamato nel presente
ricorso, non risulta dedotto in sede di merito.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso, che si impone, segue la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione
pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, liquidata come a dispositivo.

tossicod i pendenza.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.

Così deciso in Roma, in data 18 aprile 2018.

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