Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36352 del 23/04/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 36352 Anno 2015
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: DI NICOLA VITO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Zampicinini Giorgio, nato a Torino il 28-02-1944
nei confronti di
Vanadia Maria Gabriella, nata a Milano il 28-12-1959
Vanadia Silvana, nata a Milano il 29-10-1962
Testa Renato, nato a Bergamo il 31-10-1954
avverso il decreto del 15-01-2014 del gip del tribunale di Savona;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Vito Di Nicola;
lette le conclusioni del Procuratore Generale che ha chiesto l’inammissibilità del
ricorso;
udito per il ricorrente

DEPOSITATA IN CANCELLERIA
IL

– 9 SET 2015

Data Udienza: 23/04/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Giorgio Zampicinini ricorre per cassazione impugnando il decreto di
archiviazione indicato in epigrafe emesso dal gip presso il tribunale di Savona
con il quale è stata ritenuta l’infondatezza della notizia di reato di cui all’articolo
44, comma 1, lettera a) e b), d.p.r. 6 giugno 2001, numero 380.

2. Per la cassazione dell’impugnato decreto Giorgio Zannpicinini solleva, a

173 disp. att. cod. proc. pen., nei limiti strettamente necessari per la
motivazione.
Con esso il ricorrente lamenta la violazione dell’articolo 606, comma 1,
lettera c), codice di procedura penale in relazione all’articolo 408, comma 2,
codice di procedura penale deducendo la nullità dell’impugnato decreto di
archiviazione in relazione agli articoli 127, comma 5, 178 lettera c) codice di
procedura penale.
Sostiene il ricorrente di avere formulato, nella qualità di parte lesa, richiesta
di essere avvisato qualora la notizia di reato fosse stata archiviata.
Siccome il decreto di archiviazione è stato emesso omettendo l’avviso della
richiesta di archiviazione alla persona offesa che ne aveva fatto richiesta, tale
omissione determina la violazione del contraddittorio e la conseguente nullità ex
articolo 127, comma 5, codice di procedura penale del decreto di archiviazione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile.

2. L’articolo 408, comma 2, codice di procedura penale prevede che l’avviso
della richiesta di archiviazione sia notificato, a cura del pubblico ministero alla
persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua
presentazione, abbia dichiarato di voler essere informato circa l’eventuale
archiviazione.
Nel caso di specie, non risulta essere stato notificato alcun avviso al
ricorrente, che pure ne aveva fatto richiesta.
Tuttavia la norma processuale, in precedenza richiamata, ricollega l’obbligo
di informativa alla persona offesa la cui nozione non coincide con quella di
danneggiato, in quanto la prima costituisce un elemento che appartiene alla
struttura del reato, mentre il danneggiato è portatore di interessi connessi alle
conseguenze privatistiche dell’illecito penale (Sez. 5, n. 4116 del 28/01/1983,
Bortolotti, Rv. 158854). In particolare la persona offesa dal reato deve essere
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mezzo del difensore, un unico motivo di gravame, qui enunciato, ai sensi dell’art.

individuata nel soggetto titolare dell’interesse direttamente protetto dalla norma
penale e la cui lesione o esposizione a pericolo costituisce l’essenza dell’illecito,
(Sez. 6, n. 21090 del 24/02/2004, Soddu, Rv. 228810).
Ne consegue che il soggetto che assume di avere subito un pregiudizio dalla
edificazione abusiva non è persona offesa dal reato, ma solo danneggiato, in
quanto parte offesa è esclusivamente la pubblica amministrazione, che è titolare
degli interessi attinenti alla tutela territorio protetti dalla norma incriminatrice
(Sez. 3, n. 6229 del 14/01/2009, P.O. in proc. Celentano ed altri, Rv. 242532).

archiviazione emesso de plano dal giudice per le indagini preliminari, senza che
al denunciante, che aveva chiesto di esserne informato, sia stato notificato
l’avviso della richiesta di archiviazione proposta dal pubblico ministero con
riferimento all’infondatezza di una notizia di reato per contravvenzioni
urbanistiche perché la legittimazione all’opposizione nei confronti della richiesta
di archiviazione, cui è preordinato l’avviso di cui all’art. 408, comma 2, cod. proc.
pen., non spetta al danneggiato, essendo persona offesa del reato urbanistico
esclusivamente la pubblica amministrazione perché, in tema di violazioni
urbanistiche, l’interesse protetto è quello sostanziale della protezione del
territorio in conformità alla normativa urbanistica.

3. Sulla base delle considerazioni che precedono, la Corte ritiene pertanto
che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con conseguente onere per
il ricorrente, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., di sostenere le spese del
procedimento.
Tenuto, poi, conto della sentenza della Corte costituzionale in data del 13
giugno 2000, n. 186, e considerato che non vi è ragione di ritenere che il ricorso
sia stato presentato senza “versare in colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità”, si dispone che il ricorrente versi la somma, determinata in via
equitativa, di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 23/04/2015

È perciò inammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto di

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