Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36351 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36351 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BRUNI MARIO nato il 20/11/1961 a ROMA

avverso la sentenza del 06/03/2017 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 18/04/2018

Motivi della decisione
Bruni Mario ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Roma indicata in epigrafe con la quale è stata confermata la
sentenza di condanna resa dal Tribunale di Roma in data 3.10.2016, in riferimento
alla detenzione illecita di cocaina ed alla cessione di gr. 0,3 della medesima
sostanza a Ercoli Simone.
L’esponente deduce la nullità della sentenza per vizio motivazionale.

che la Corte di Appello non abbia effettuato una valutazione sulla base di elementi
concreti.
Il ricorso è inammissibile.
Si osserva che il ricorrente non propone, in realtà, alcun motivo di censura,
che attinga l’apparato motivazionale posto a fondamento della sentenza
impugnata. L’esponente, invero, si limita a richiamare alcune delle circostanze di
fatto, omettendo di confrontarsi con il concreto contenuto argomentativo del
provvedimento gravato. Deve, allora, rilevarsi che questa Suprema Corte ha
chiarito che è inammissibile il ricorso per cassazione i cui motivi siano generici,
ovvero non contenenti la precisa prospettazione delle ragioni in fatto o in diritto da
sottoporre a verifica (vedi, da ultimo, Cass. Sezione 3, Sentenza n. 16851 del
02/03/2010, dep. 04/05/2010, Rv. 246980). Del resto, la Corte di Appello ha
chiarito che i movimenti effettuati dall’imputato prima che Ercoli entrasse nel locale
erano indicativi del fatto che fra i due vi era stato un preventivo accordo; e che
Bruni aveva appositamente prelevato dal portaoggetti dell’auto la dose di cocaina
poi rinvenuta nella disponibilità dell’Ercoli.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso, che si impone, segue la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione
pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, liquidata come a dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.
Così deciso in Roma, in data 18 aprile 2018.

A sostegno dell’assunto si sofferma sui termini di fatto della vicenda e ritiene

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