Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36337 del 23/07/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36337 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: ROCCHI GIACOMO

SENTENZA

sul conflitto di competenza sollevato da:
GIP TRIBUNALE DI MILANO nei confronti di:
TRIBUNALE DI MILANO
con l’ordinanza n. 6203/2014 GIP TRIBUNALE di MILANO, del
24/03/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott G ACOMO ROCCHI;
;otre/sentite le conclusioni del PG Dott.
)

CYR

9-t )

Uditi di nsor Avv.;

Data Udienza: 23/07/2015

RITENUTO IN FATI-0
1. Con l’ordinanza indicata in epigrafe, il G.I.P. del Tribunale di Milano
solleva conflitto di competenza avverso quella con la quale il Tribunale
dibattimentale di Milano aveva dichiarato la nullità del decreto penale di
condanna opposto da Granata Vincenzina e aveva trasmesso gli atti al G.I.P.
“per quanto di competenza”.
Il Tribunale, all’udienza del 28/1/2015, dopo aver revocato il decreto penale

incompletezza delle frasi contenute.

Secondo il G.I.P., si tratta di provvedimento abnorme, adottato fuori dei casi
consentiti dalla legge e che aveva determinato una indebita regressione del
procedimento ed una stasi, sanabile solo con il conflitto.
Il Giudice del dibattimento non poteva dichiarare la nullità del decreto
penale dopo averlo revocato: in effetti, l’atto di opposizione incardina un giudizio
sull’accertamento della penale responsabilità dell’imputato per il fatto indicato
nell’imputazione e non un giudizio sulla validità del decreto penale.
Al G.I.P. è precluso la rinnovazione della notificazione del decreto penale già
revocato e dichiarato nullo nonché l’emissione di nuovo decreto penale di
condanna in assenza di richiesta del P.M..

CONSIDERATO IN DIRITTO
Deve essere dichiarata la competenza del Tribunale dibattimentale di Milano.

L’abnormità del provvedimento di restituzione degli atti al G.I.P. emerge con
evidenza dalla circostanza che il giudice dibattimentale aveva dapprima revocato
il decreto penale di condanna e solo successivamente ne aveva dichiarato la
nullità: a prescindere da quanto si osserverà nell’immediato prosieguo, se la
revoca di un provvedimento ne fa venire meno ogni effetto, è illogico dichiarare
la nullità di un provvedimento revocato; o, quanto meno, la declaratoria di
nullità non può che essere priva di effetti, atteso che si riferisce ad un
provvedimento ormai non più esistente (il giudice, pur dichiarando la nullità del
decreto opposto, in realtà affermava che il decreto era nullo: cioè effettuava una
ricognizione storica rivolta esclusivamente al passato).

Ma, appunto, il fatto che il giudice abbia obbligatoriamente revocato il
decreto penale opposto, così come imposto dall’art. 464, comma 3, cod. proc.
1

opposto, ne aveva dichiarato la nullità per la mancanza di una pagina e la

pen., fa comprendere l’erroneità della decisione adottata, anche prescindendo
dalla precedenza data alla revoca rispetto alla declaratoria di nullità.

Questa Corte ha infatti ripetutamente insegnato che il decreto penale di
condanna, una volta fatto oggetto di opposizione, perde la sua natura di
condanna anticipata e produce unicamente l’effetto di costituire il presupposto
per l’introduzione di un giudizio (immediato, abbreviato o di patteggiamento) del
tutto autonomo e non più dipendente da esso che, in ogni caso, ai sensi dell’art.

dopo la verifica di rituale instaurazione del giudizio (Sez. 3, n. 20261 del
18/03/2014 – dep. 15/05/2014, Luzzana, Rv. 259648): il giudice, pertanto, non
può dichiararne la nullità, che è inutiliter data, in quanto il giudice del merito
deve procedere alla trattazione del processo, pur in presenza di cause di nullità
del decreto opposto.
La declaratoria di nullità del decreto e la restituzione degli atti al G.I.P.
reinvestono quest’ultimo giudice di una competenza ormai esaurita (Sez. 1, n.
15194 del 24/03/2009 – dep. 08/04/2009, Confl. comp. in proc. Starace, Rv.
243659) e, quindi, sono abnormi (Sez. 1, n. 22710 del 05/12/2012 – dep.
27/05/2013, Confl. comp. in proc. Kebao, Rv. 256538).

P.Q.M.

Dichiara la competenza del Tribunale di Milano cui dispone trasmettersi gli
atti.

Così deciso il 23 luglio 2015

Il Consigliere estensore

464, comma terzo, cod. proc. pen., è revocato ex nunc dal giudice che procede

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