Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36336 del 23/07/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36336 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA

sul conflitto di competenza sollevato da:
TRIBUNALE GENOVA nei confronti di:
GIUDICE DI PACE CHIAVARI
con l’ordinanza n. 7333/2014 TRIBUNALE di GENOVA, del
16/02/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.
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Data Udienza: 23/07/2015

IN FATTO E IN DIRITTO

1. In data 16 febbraio 2015, con ordinanza, il Tribunale di Genova ha sollevato
conflitto negativo di competenza con il Giudice di Pace di Chiavari, nel
procedimento pendente a carico di Novarese Giorgia.
Il Giudice di Pace di Chiavari aveva, infatti, in data 25 marzo 2013, emesso
sentenza di incompetenza ravvisando la fattispecie di cui all’art. 612 co.2

Ad avviso del Tribunale, che raccoglie in tali termini una denunzia di conflitto
sollevata dal Pubblico Ministero, la fattispecie « così come contestata appare di
competenza del giudice di pace». Da ciò la deriva la trasmissione degli atti a
questa Corte per la risoluzione del conflitto negativo.

2. Ritiene il Collegio che la competenza, nel conflitto negativo insorto, vada
attribuita al Tribunale di Genova.
Ed invero, non è rispondente al contenuto degli atti l’affermazione contenuta
nell’ordinanza emessa dal Tribunale – prima riportata – posto che l’atto di
esercizio formale dell’azione penale è stato posto in essere in riferimento al reato
di cui all’art. 612 co.2 cod.pen., di competenza del Tribunale in composizione
monocratica (si veda il decreto di citazione del 15 maggio 2014, in atti, e la
descrizione del fatto in esso contenuta).
Non può pertanto affermarsi che il reato «come contestato» sia di competenza
del Giudice di Pace, cui è demandata la trattazione dei procedimenti relativi al
reato di minaccia di cui all’art. 612 co.1 cod.pen.
Peraltro, per radicato orientamento interpretativo – cui questo Collegio presta
adesione – la competenza giurisdizionale va sempre attribuita sulla base della
«prospettazione» e non di ciò che, eventualmente, si «ritiene» o si ipotizza in via
prognostica sulla base di una anticipazione di valutazioni tipiche della sede di
merito pieno.
Trattasi di regola rivenibile in pronunzie emesse già negli anni ’70 e ’80, sotto la
vigenza del codice Rocco (Sez. I n. 337 del 12.2.1975, rv 130844; Sez. I n. 490
del 6.3.1984, rv 163815) e ribadita in tempi più recenti (Sez. I n. 49627 del
17.11.2009; Sez. I n. 11047 del 24.2.2010) peraltro anche in ambito civile, a
conferma della unità logica del diritto processuale (Sez. U. civ. n. 26937 del
2.12.2013).
Ciò perchè la competenza è «misura della giurisdizione» sin dal momento iniziale
del procedimento ed è pertanto correlata alle carattistiche intrinseche ed alla
formulazione espressiva della domanda, non alla sua «fondatezza» (in tutto o in

cod.pen. (minaccia grave), di competenza del Tribunale.

parte) valutazione – quest’ultima – da porsi in essere nella fase – successiva della decisione (dunque, da parte del giudice competente, individuato in virtù dei
caratteri obiettivi della domanda) .
L’avvenuta instaurazione del giudizio sulla base di una prospettata «gravità»
della minaccia rende, pertanto, competente il Tribunale, cui vanno trasmessi gli
atti.

Dichiara la competenza del Tribunale di Genova, cui dispone trasmettersi gli atti.

Così deciso il 23 luglio 2015

Il Consigliere estensore

P.Q.M.

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