Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36330 del 18/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36330 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: BRUNO MARIAROSARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BILLAL EL HILLALI nato il 06/07/1986 a CASABLANCA( MAROCCO)

avverso la sentenza del 05/12/2017 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO;

Data Udienza: 18/04/2018

Billal El Hillali, a mezzo del difensore, proponeva ricorso per Cassazione
avverso la sentenza della Corte di appello di Milano indicata in epigrafe, con la
quale era confermata la pronuncia di condanna del Tribunale dì Milano in
relazione al reato di cui all’art. 73, comma primo, d.P.R. 309/90, commesso in
Milano il 15 marzo 2017.
L’esponente deduceva violazione di legge e vizio dì motivazione sia in punto
di responsabilità, sia in punto di trattamento sanzionatorio, con particolare
riferimento al diniego delle circostanze attenuanti generiche.
Il ricorso è inammissibile.
Esula dai poteri della Corte di Cassazione quello di una «rilettura» degli
elementi di fatto, posti a sostegno della decisione, il cui apprezzamento è
riservato in via esclusiva al giudice di merito, senza che possa integrare il vizio di
legittimità la mera prospettazione di una diversa e, per il ricorrente, più
adeguata valutazione delle risultanze processuali (Sez. U, n. 6402 del
30/04/1997, Dessimone, Rv. 20794501). La Corte regolatrice ha rilevato che
anche dopo la modifica dell’art.606 lett. e) cod. proc. pen., per effetto della
legge 20 febbraio 2006 n. 46, resta immutata la natura del sindacato che la
Corte di Cassazione può esercitare sui vizi della motivazione, essendo rimasta
preclusa, per il giudice di legittimità, la pura e semplice rilettura degli elementi di
fatto posti a fondamento della decisione o l’autonoma adozione di nuovi e diversi
parametri di ricostruzione o valutazione dei fatti (Sez. 5, n. 17905 del
23/03/2006, Baratta, Rv. 23410901). Pertanto, in sede di legittimità, non sono
consentite le censure che si risolvono nella prospettazione di una diversa
valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito (ex multis Sez. 6,
n. 22445 del 08/05/2009, Candita, Rv.24418101). Delineato nei superiori
termini l’orizzonte del sindacato di legittimità, si osserva che il ricorrente invoca,
in realtà, una inammissibile considerazione alternativa del compendio probatorio
peraltro adeguatamente vagliato dal giudice e disatteso con argomentazioni
logicamente corrette e rispettose dei principi di diritto.
Quanto alla doglianze attinenti al trattamento sanzionatorio ed al diniego
delle circostanze attenuanti generiche, la Corte di Appello, dopo avere riportato
In dettaglio la vicenda, ha rimarcato che la sanzione irrogata (determinata
peraltro in misura prossima al minimo edittale), valutati i parametri di cui all’art.
133 cod. pen., era del tutto adeguata, tenuto conto della gravità del fatto e della
negativa personalità dell’imputato.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00
in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 18 aprile 2018

Motivi della decisione

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