Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36304 del 05/06/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36304 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: ROCCHI GIACOMO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CURCIO ALESSANDRO N. IL 13/03/1972
avverso l’ordinanza n. 2953/2013 TRIB. SORVEGLIANZA di
TORINO, del 09/10/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIACOMO ROCCHI;
lette/se ite le conclusioni del PG Dott.

Udit i difenso

Data Udienza: 05/06/2015

RITENUTO IN FATTO
1. Con l’ordinanza indicata in epigrafe, il Tribunale di Sorveglianza di Torino
respingeva il reclamo proposto da Curcio Alessandro avverso quella del
Magistrato di Sorveglianza di Cuneo di rigetto dell’istanza di liberazione
anticipata per il semestre 24/12/2011 – 24/6/2012; il rigetto era motivato con
riferimento al rapporto disciplinare riportato dal detenuto il 6/5/2012.
Secondo il Tribunale, l’episodio – in occasione del quale il detenuto si era

chiamare dal dentista?” – era sintomatico della mancanza di una effettiva e
sincera partecipazione all’opera di rieducazione da parte del reclamante nel
semestre considerato; l’osservanza delle norme disciplinari, secondo il Tribunale
di Sorveglianza, rappresenta il presupposto imprescindibile per la concessione di
ogni beneficio penitenziario a carattere premiale.

2. Ricorre per cassazione il difensore di Alessandro Curcio, deducendo vizio
di motivazione ed erronea applicazione dell’art. 54 ord. pen..
L’illecito disciplinare era di entità talmente minima da essere sanzionato
soltanto con l’ammonizione sospesa e successivamente non irrogata.
Se per la concessione della liberazione anticipata è necessaria la prova della
partecipazione all’opera di rieducazione, occorre una valutazione globale del
comportamento del detenuto ed eventuali infrazioni devono avere qualche
rilevanza e devono essere comparate con altri aspetti positivi.
Il Tribunale di Sorveglianza, al contrario, aveva affermato un automatismo
sanzionatorio estraneo allo spirito della norma.
Il ricorrente conclude per l’annullamento dell’ordinanza impugnata.

3.

Il Procuratore Generale, nella requisitoria scritta, conclude per

l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.

L’art. 54 ord. pen. prevede la concessione della liberazione anticipata “al
condannato che abbia dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione”.
La norma non fa alcun esplicito riferimento alle infrazioni disciplinari
riportate e ciò dimostra che esse non sono ostative di per sé alla concessione del
beneficio, ma solo se e nella misura in cui dimostrano la mancata partecipazione
1

rivolto ad un agente con la seguente frase: “devo spaccare tutto per farmi

all’opera di rieducazione.

Il Tribunale di Sorveglianza di Torino, con l’ordinanza impugnata, afferma
esplicitamente il principio opposto, sottolineando che “l’inosservanza delle norme
disciplinari rappresenta il presupposto imprescindibile per la concessione di ogni
beneficio penitenziario a carattere premiale”.

Che tale principio – contrario alla volontà del legislatore – sia stato applicato

motivazione adottata per lo specifico episodio: il Tribunale, infatti, afferma senza
argomentare che la frase pronunciata fosse “sintomatica della mancanza di una
effettiva e sincera partecipazione all’opera di rieducazione” del detenuto,
nonostante essa fosse piuttosto sintomatica del dolore ai denti che il ricorrente
provava; in nessun modo l’esclamazione viene rapportata alla condotta tenuta
nell’intero semestre dal detenuto, così come il Tribunale non valuta la
circostanza che la sanzione condizionalmente sospesa dal Direttore non era
stata, poi, applicata e che la liberazione anticipata era stata attribuita per il
semestre successivo.

Si impone, pertanto, l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata; il
Tribunale di Sorveglianza applicherà il principio di diritto in base al quale le
sanzioni disciplinari riportate dal detenuto non sono, di per sé, ostative alla
concessione della liberazione anticipata, ma devono essere valutate unitamente
agli altri elementi disponibili per la verifica della partecipazione all’opera di
rieducazione.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di
Sorveglianza di Torino.

Così deciso il 5 giugno 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

nel caso di specie si comprende dalla natura sostanzialmente apparente della

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