Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36295 del 14/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36295 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: SERRAO EUGENIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TANTUCCI NELLO nato il 14/02/1971 a JESI

avverso la sentenza del 22/04/2016 della CORTE APPELLO di ANCONA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRAO;

Data Udienza: 14/03/2018

Tantucci Nello ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Ancona in epigrafe, con la quale è stata confermata la
condanna dell’imputato pronunciata dal Tribunale di Macerata per il reato di cui
all’art.186, commi 2 lett.c), 2-bis e 2-sexies, d. Igs. 30 aprile 1992, n.285
commesso in Cingoli il 2 agosto 2011.
L’esponente censura la sentenza impugnata deducendo violazione di legge e
vizio di motivazione laddove ha affermato che l’eccezione di inutilizzabilità
dell’esito del prelievo ematico per omesso avviso ai sensi dell’art.114 disp.att.
cod.proc.pen. fosse stata tardivamente proposta, sebbene tale eccezione fosse
stata sollevata prima della deliberazione della sentenza di primo grado; con un
secondo motivo deduce violazione di norme processuali e vizio di motivazione
laddove l’esito del prelievo ematico è stato ritenuto utilizzabile sebbene fosse
stato acquisito su istanza della Polizia Giudiziaria senza il consenso
dell’interessato.
Il ricorso è inammissibile.
Dal testo della sentenza impugnata emerge come pacifica la circostanza che,
a seguito del sinistro in cui l’imputato era rimasto coinvolto, il Tantucci fosse
rimasto gravemente ferito riportando «frattura del femore destro, frattura
scomposta della dia fisi clavicola dx, trauma cranico e toraco-addominale» e che
il prelievo ematico dal quale è emerso il tasso alcolemico nella misura contestata
fosse stato eseguito nell’ambito degli accertamenti svolti a seguito di ricovero
presso il Pronto Soccorso. Risulta, in difetto di specifica contestazione di tale
punto della decisione, che il prelievo ematico sia stato eseguito per rilevare
parametri sulla base dei quali assumere decisioni terapeutiche piuttosto che
all’unico scopo di accertare il tasso alcolemico a fini di prova giudiziaria.
Trova, dunque, in primo luogo, applicazione il principio secondo il quale la
mancanza di consenso dell’imputato al prelievo del campione ematico per
l’accertamento del reato di guida in stato d’ebbrezza non costituisce una causa di
inutilizzabilità patologica degli esami compiuti presso una struttura ospedaliera,
posto che la specifica disciplina dettata dall’art. 186 del nuovo codice della
strada, nel dare attuazione alla riserva di legge stabilita dall’art. 13, comma
secondo Cost., non prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al
prelievo dei campioni (Sez. 4 n. 1522 del 10/12/2013, dep.2014, Rv. 25849001;
Sez. 4, n. 51284 del 10/10/2017, Lirussi, in motivazione).
Correlata a tale principio è, altresì, la considerazione che il prelievo ematico
eseguito nel corso di accertamenti sanitari non deve essere preceduto dall’avviso
previsto dall’art.114 disp.att. cod.proc.pen., posto che detto prelievo non rientra
nel novero degli atti di cui all’art. 356 cod. proc. pen. (Sez. 6, n. 43894 del
13/09/2016, Virdis, Rv. 26850501; Sez. 4, n. 38458 del 04/06/2013, Grazioli,
Rv. 25757301; Sez. 4, n. 34145 del 21/12/2011, dep.2012, Invernizzi, Rv.
25374601).
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 2.000,00
in favore della Cassa delle Ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 2.000,00 in favore della C ssa delle
Ammende.
Così deciso il 14 marzo 2018

Motivi della decisione

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