Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36286 del 14/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36286 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: RANALDI ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PACE ANNA MARIA nato il 20/08/1940 a PETILIA POLICASTRO

avverso la sentenza del 30/08/2017 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO RANALDI;

Data Udienza: 14/03/2018

78

Il ricorso di Anna Maria Pace avverso la sentenza in epigrafe indicata,
recante l’affermazione di responsabilità in ordine al reato di cui all’art. 189 cod.
strada, è manifestamente infondato.
Infatti, contrariamente a quanto dedotto, la pronunzia impugnata reca
appropriata motivazione, basata su definite e significative acquisizioni probatorie
ed immune da vizi logico-giuridici. I motivi proposti sono manifestamente
infondati ex art. 591, comma 1, lettera c), c.p.p., in quanto attinenti alla
valutazione delle prove e alla ricostruzione del fatto, con riguardo alla dedotta
inattendibilità della persona offesa e alla interpretazione delle dichiarazioni
testimoniali assunte nel processo, traducendosi le argomentazioni difensive non
in una critica al percorso argomentativo seguito dai giudici di merito, che è
invece del tutto congruo, logico, non contraddittorio e coerente con le risultanze
in fatto, bensì in una richiesta di rivalutazione del merito della vicenda, alla luce
di una diversa lettura delle prove, inammissibile in questa sede.
Segue, a norma dell’articolo 616 cod. proc. pen., la condanna della
ricorrente al pagamento delle spese del procedimento ed al pagamento a favore
della Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma di
euro 3.000 a titolo di sanzione pecuniaria.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro in favore della
Cassa delle ammende.
Così deciso il 14 marzo 2018

Motivi della decisione

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