Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36256 del 03/07/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 36256 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: D’ISA CLAUDIO

SENTENZA

Sul ricorso proposto da:
TURGUT SENAR

n. il 01.02.1966

avverso l’ordinanza n.853/2014 della Corte d’appello di Torino 16.01.2015
Visti gli atti, l’ordinanza ed il ricorso

Udita all’udienza camerale del 3 luglio 2015 la relazione fatta dal Consigliere dott.
Claudio D’Isa
Lette le richieste del Procuratore Generale nella persona del dott. Massimo Galli che
ha concluso per l’annullamento dell’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo
esame.

Data Udienza: 03/07/2015

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
TURGUT SANAR ricorre per cassazione avverso l’ordinanza, indicata in
epigrafe, con cui la Corte d’appello di Torino ha rigettato per tardività l’istanza
presentata dal medesimo di non esecutività della sentenza n. 685 del 20.02.2007.
Con un unico motivo deduce il ricorrente cha i giudici hanno equivocato il
contenuto dell’istanza, reputando che il Turgut avesse chiesto la restituzione nel
termine ai sensi dell’art. 175 c.p.p. per appellare la citata sentenza, laddove era stato
impugnato, invece, il titolo esecutivo. Evidenzia pertanto che l’ordinanza è viziata per
la totale mancanza di motivazione, aggiungendo che il rigetto nel merito della

Il ricorso è fondato.
Come osserva, correttamente, il Procuratore generale requirente, l’errore
prospettato dalla difesa è del tutto evidente e si è riverberato anche nella assunzione
del provvedimento ‘de plano’, adottato sul presupposto dì un’istanza inoltrata ai sensi
dell’art. 175 c.p.p. e palesemente tardiva (per altro la tardività dell’istanza avrebbe
dovuto imporre la dichiarazione di inammissibilità della stessa e non il suo rigetto).
Premesso che in fase esecutiva può essere sollevata la questione della validità
del decreto di latitanza all’esclusivo fine di contestare la regolarità della notifica
dell’estratto contumaciale e, quindi, l’avvenuta formazione del titolo esecutivo, deve
osservarsi che la previsione di cui all’art. 670 cod. proc. pen. – che disciplina la
competenza del giudice dell’esecuzione in ordine all’esistenza ed alla corretta
formazione del titolo esecutivo – si distingue dall’istituto della remissione in termini, ex
art. 175 cod. proc. pen., il quale presuppone, invece, la rituale formazione del titolo
esecutivo e la sua mancata conoscenza da parte dell’interessato.
Pertanto, la completa mancanza di qualsiasi accertamento sulla regolarità
formale e sostanziale del titolo su cui si fonda l’esecuzione della sentenza indicata in
premessa, impone l’annullamento del provvedimento impugnato con rinvio per nuovo
esame, nel rispetto delle forme previste dalla legge.
P.Q.M.
Annulla il provvedimento impugnato con rinvio alla Corte d’appello di Torino.
Così deciso in Roma alla pubblica udienza del 3 luglio 2015.

richiesta imponeva, peraltro, comunque la fissazione del rito camerale.

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