Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36240 del 14/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36240 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: SERRAO EUGENIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BARONE MASSIMO nato il 01/03/1968 a PESCARA

avverso la sentenza del 04/02/2016 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRAO„-

Data Udienza: 14/03/2018

Barone Massimo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza
della Corte di Appello di L’Aquila indicata in epigrafe, con la quale è stata
confermata la condanna pronunciata dal Tribunale dì Chieti in relazione al reato
previsto dall’art.186, commi 2, lett.c) e 2-bis, d. Igs. 30 aprile 1992, n.285
accertato in San Giovanni Teatino il 15 novembre 2012.
L’esponente deduce violazione degli artt.186, commi 2 lett.c) e 2-bis cod.
strada e 157 cod. pen. nonché vizio di motivazione in merito al
malfunzionamento dell’etilometro e in merito all’insussistenza dell’aggravante del
provocato incidente stradale; con un secondo motivo deduce violazione
dell’art.69 cod. pen., omessa concessione delle attenuanti generiche prevalenti
ed ingiusta applicazione della sanzione accessoria della revoca della patente, a
lui necessaria per lavorare.
Il ricorso è inammissibile.
Lungi dal confrontarsi con l’ampia motivazione offerta dalla Corte territoriale
in replica ad analoghe deduzioni difensive, il ricorso è meramente reiterativo dì
queste. Come costantemente affermato dalla Corte di legittimità (ex plurímis,
Sez.6, n.8700 del 21/01/2013, Leonardo, Rv. 25458401), la funzione tipica
dell’impugnazione è quella della critica argomentata avverso il provvedimento cui
si riferisce. Tale critica argomentata si realizza attraverso la presentazione di
motivi che, a pena di inammissibilità (artt. 581 e 591 cod.proc.pen.), devono
indicare specificamente le ragioni dì diritto e gli elementi dì fatto che sorreggono
ogni richiesta. Contenuto essenziale dell’atto di impugnazione è, pertanto,
innanzitutto e indefettibilmente il confronto puntuale (cioè con specifica
indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che fondano il
dissenso) con le argomentazioni del provvedimento il cui dispositivo si contesta.
Risulta pertanto di chiara evidenza che se il motivo di ricorso, come nel caso
in esame, sì limita a reiterare il motivo d’appello, confrontandosì solo
apparentemente con la motivazione della sentenza impugnata, per ciò solo si
destina all’inammissibilità, venendo meno in radice l’unica funzione per la quale
è previsto e ammesso (la critica argomentata al provvedimento), posto che con
siffatta mera riproduzione il provvedimento ora formalmente impugnato, !ungi
dall’essere destinatario di specifica critica argomentata, è di fatto del tutto
ignorato.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 2.000,00
in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 2.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 14 marzo 2018

Motivi della decisione

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