Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36237 del 14/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36237 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: RANALDI ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MELIDEO ROBERTO nato il 04/12/1966 a ZURIGO( SVIZZERA)

avverso la sentenza del 13/04/2016 della CORTE APPELLO di L’AQUILA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO RANALDI;

Data Udienza: 14/03/2018

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Il ricorso di Roberto Melideo avverso la sentenza in epigrafe indicata,
recante l’affermazione di responsabilità in ordine al reato di cui all’art. 186 cod.
strada, è manifestamente infondato.
Infatti, contrariamente a quanto dedotto, la pronunzia impugnata reca
appropriata motivazione, basata su definite e significative acquisizioni probatorie
ed immune da vizi logico-giuridici.
I motivi proposti sono manifestamente inammissibili ex art. 591, comma 1,
lettera c), c.p.p., in quanto del tutto generici e aspecifici, non specificando le
ragioni di doglianza in fatto e in diritto e non confrontandosi in alcun modo con le
argomentazioni della sentenza impugnata, che ha evidenziato come dal verbale
di p.g. in atti risulti correttamente formulato all’imputato l’avvertimento previsto
dall’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. Inoltre, le attenuanti generiche sono state
motivatamente escluse in ragione dei precedenti penali ed in mancanza di
elementi favorevoli valorizzabili in tal senso.
Con riferimento al motivo di doglianza in tema di esclusione della punibilità
per la particolare tenuità del fatto, va detto che la questione dell’applicabilità
dell’art. 131-bis cod. pen. non può essere dedotta per la prima volta in
Cassazione, ostandovi il disposto di cui all’art. 606, comma 3, cod. proc. pen., se
il predetto articolo era già in vigore – come nel caso di specie – alla data della
deliberazione della sentenza impugnata, né sul giudice di merito grava, in difetto
di una specifica richiesta, alcun obbligo di pronunciare comunque sulla relativa
causa di esclusione della punibilità.
Segue, a norma dell’articolo 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento ed al pagamento a favore della
Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma di euro
2.000 a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro in favore della
Cassa delle ammende.
Così deciso il 14 marzo 2018

Motivi della decisione

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