Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36231 del 14/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36231 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MIRABELLI VINCENZO nato il 30/01/1987 a CROTONE

avverso la sentenza del 12/05/2017 della CORTE APPELLO di CATANZARO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 14/03/2018

Motivi della decisione
Mirabelli Vincenzo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza
della Corte di Appello di Catanzaro indicata in epigrafe con la quale è stata
confermata la sentenza di condanna resa dal Tribunale di Crotone in data
11.12.2015, in riferimento al reato di cui all’art. 186, comma 2, lett. b), cod.
strada.
Con unico motivo la parte deduce la violazione di legge in riferimento all’art.
131-bis, cod. pen. Rileva che la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che il

ebbrezza, che pure è strutturato secondo soglie di punibilità.
Il ricorso è inammissibile.
L’esponente omette in realtà di confrontarsi con le valutazioni espresse dalla
Corte di Appello. Il Collegio, invero, dopo aver dato atto dell’orientamento
giurisprudenziale che ritiene astrattamente applicabile l’art. 131-bis cod. pen.
anche ai reati previsti dall’art. 186, cod. strada, ha osservato che nel caso di
specie, pure a fronte di un tasso alcolemico di poco superiore alla soglia di
rilevanza penale, il fatto non appariva di particolare tenuità. Ciò in quanto, secondo
quanto riferito dall’agente che ebbe ad effettuare il controllo a carico del Mirabelli,
costui omise di fermarsi all’ALT, dandosi a precipitosa e rovinosa fuga, conclusasi
con la collisione dell’auto contro un muro. Solo all’esito dell’inseguimento, i
verbalizzanti poterono identificare il soggetto ed effettuare il test strumentale. La
Corte ha quindi considerato che l’indice dell’alcolemia, effettivamente non elevato,
non giustificava il riconoscimento della particolare tenuità dell’offesa, tenuto conto
delle specifiche modalità di svolgimento del fatto. Si tratta di valutazione non
sindacabile in sede di legittimità, perché ancorata al compendio probatorio,
immune da aporie di ordine logico e del tutto coerente rispetto al concreto ambito
applicativo dell’istituto di cui all’art. 131-bis cod. pen, come emergente
dall’insegnamento giurisprudenziale richiamato dallo stesso ricorrente.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di C 3.000,00 in
favore della Cassa delle Ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.
Così deciso in Roma, in data 14 marzo 2018.

predetto istituto è applicabile anche in riferimento al reato di guida in stato di

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