Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36222 del 14/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36222 Anno 2018
Presidente: IZZO FAUSTO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
dalla parte civile NEAGA DOINA VIORICA nato il 16/05/1977
nel procedimento a carico di:
RENDA GIUSEPPE nato il 28/12/1965 a BOLOGNA

avverso la sentenza del 17/01/2017 del GIUDICE DI PACE di FORLI’
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 14/03/2018

Motivi della decisione
Nell’interesse della persona offesa Neaga Doina Viorica è stato proposto
ricorso per cassazione avverso la sentenza del Giudice di Pace di Farli indicata in
epigrafe con la quale ai sensi dell’art. 35, d.lgs. n. 274 del 2000 si è dichiarato non
doversi procedere nei confronti dell’imputato Renda Giuseppe.
L’esponente osserva che il giudicante non ha valutato adeguatamente il
danno subito e che neppure ha sentito la persona offesa, al riguardo. Considera,
inoltre, che il Giudice di Pace si è basata su documentazione prodotta in fotocopia,

Nell’interesse diRenda Giuseppe è stata depositata memoria.
La parte rileva l’inammissibilità del ricorso, proposto dalla persona offesa non
costituita parte civile. Rileva inoltre la carenza di interesse ad impugnare la
sentenza resa ai sensi dell’art. 35, d.lgs. n. 274 del 2000.
Il ricorso è inammissibile.
Si deve osservare, con rilievo di ordine dirimente, che le Sezioni Unite della
Suprema Corte di Cassazione hanno chiarito che in tema di reati di competenza del
giudice di pace, non sussiste l’interesse per la parte civile ad impugnare, anche ai
soli fini civili, la sentenza emessa ai sensi dell’art. 35 del D.Lgs. 28 agosto 2000, n.
274 a seguito di condotte riparatorie, in quanto tale pronuncia, limitandosi ad
accertare la congruità del risarcimento offerto ai soli fini dell’estinzione del reato,
non riveste autorità di giudicato nel giudizio civile per le restituzioni o per il
risarcimento del danno e non produce, pertanto, alcun effetto pregiudizievole nei
confronti della parte civile (Sez. U, n. 33864 del 23/04/2015 – dep. 31/07/2015,
P.0 in proc. Sbaiz, Rv. 26423801).
Applicando il richiamato principio di diritto al caso di specie, deve rilevarsi che
il ricorso risulta inammissibile, per carenza di interesse.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso, che si impone, segue la
condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione
pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, liquidata come a dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di 1.000,00 euro in favore della Cassa
delle Ammende.
Così deciso in Roma, in data 14 marzo 2018.

di cui il difensore presente in udienza ha disconosciuto la conformità.

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