Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36221 del 05/05/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 36221 Anno 2015
Presidente: MARASCA GENNARO
Relatore: LAPALORCIA GRAZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GULOTTA GIUSEPPE N. IL 06/06/1984
avverso la sentenza n. 91/2014 CORTE APPELLO di PALERMO, del
12/11/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 05/05/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GRAZIA LAPALORCIA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. it , M K1-N(„_
che ha concluso per 32) y- ) on-In ry-y-1,4
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Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

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Data Udienza: 05/05/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza dì secondo grado, oggetto del ricorso, Giuseppe GULOTTA,
amministratore della GM Impianti snc, dichiarata fallita, era ritenuto responsabile del
reato di bancarotta documentale semplice, così riqualificata l’originaria contestazione di
bancarotta fraudolenta documentale.
2. Con unico motivo il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione in
relazione all’art. 217 legge fall. non emergendo dagli atti prova neppure della sua

gestione della documentazione’ era imputabile semplicemente al fatto che i lavori erano
eseguiti a Campi Bisenzio mentre la contabilità era tenuta in Sicilia e non
personalmente dall’imputato. Senza contare che il direttore dei lavori era stato
imputato per bancarotta fraudolenta.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è manifestamente infondato.
2. L’impugnante non tiene conto che, a fronte di irregolarità contabili accertate e ben
descritte alle pagine 4 e 5 della sentenza, tali da ingenerare addirittura il sospetto di
distrazioni o di fittizie iscrizioni di dati in bilancio, oppure di mancata fatturazione di
incassi percepiti, ritenute benevolmente dal giudice di secondo grado frutto di gestione
confusa o al più finalizzata a benefici fiscali, oppure spiegabili con le condotte distrattive
ascritte al solo coimputato separatamente giudicato, anche le sue giustificazioni circa il
fatto che la contabilità era tenuta in luogo diverso da quello di esecuzione dei lavori e
non da lui personalmente, denunciano comunque un deficit di attenzione e di controllo
da parte sua che implica colpa, idonea a configurare l’elemento psicologico del reato, in
ciò tra l’altro differenziandosi la bancarotta documentale semplice da quella fraudolenta
che esige invece il dolo, specifico o generico, a seconda delle due diverse previsioni di
cui all’art. 216 legge fall..
3. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso seguono le statuizioni di cui all’art. 616
cod. proc. pen., determinandosi in C 1000 la somma da corrispondere alla Cassa delle
Ammende, in considerazione della natura delle doglianze prospettate.

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 1000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 5-5-2015

DEPO .TATA IN CANCELLERIA

semplice negligenza nella tenuta delle scritture, in quanto ‘qualche discrepanza nella

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