Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36209 del 07/04/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 36209 Anno 2015
Presidente: MARASCA GENNARO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
TAHIRI YASSINE N. IL 06/02/1989
avverso la sentenza n. 323/2012 CORTE APPELLO di TRENTO, del
08/01/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 07/04/2015 la relazione fatta da
Consigliere Dott. SILVANA DE BERARDINIS
Udito il Procuratorenerale
G
in persona d l D tt
che ha concluso per
t
(542 /th),(A0

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

Data Udienza: 07/04/2015

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza in data 8.1.14 la Corte di Appello di Trento confermava a carico di TAHIRI
Yassine e RADI Redouane(non ricorrente)la sentenza emessa dal Giudice monocratico del
Tribunale di Trento,in data 19/6/2012,con la quale gli imputati erano stati condannati per aver

ai sensi dell’art.61 n.5 CP)-fatto acc.in data 12/10/11.
Per tale reato era stata inflitta a ciascun imputato la pena di mesi sei di reclusione,ed erano
state negate le attenuanti generiche,nonchè il beneficio della sospensione condizionale.
Nel corso della rissa -verificatasi in due tempi,nel centro della città di Trento,in ore serali-era
intervenuta la PS ed aveva constatato il ferimento di uno dei corrissanti-Anche l’agente di
polizia intervenuto per sedare la contesa era rimasto colpito da uno dei soggetti coinvolti(Fikri
Mohamed)In dibattimento vi era stata deposizione resa da un agente di PS. che aveva fermato i due
imputati. Tale deposizione era stata valutata per la chiara esposizione della dinamica della
condotta delittuosa.
Il giudice di merito aveva disatteso pertanto le richieste di assoluzione ed aveva negato la
sussistenza dei presupposti idonei a ravvisare una condotta tesa alla difesa
personale,evidenziando che la tesi difensiva era priva di riscontri.

Avverso detta sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore,di TAHIRI
Yassine,deducendo:
1-inosservanza della legge penale in riferimento agli artt.588 e 52 CP.2-manifesta illogicità della motivazione.
La difesa censurava in sostanza la decisione,con la quale era stata ritenuta sussistente la
fattispecie di rissa,ritenendo carenti gli elementi costitutivi del reato,rilevando che non vi era
prova della contesa avvenuta tra “due gruppi contrapposti”,e che la motivazione resa dal
giudice di merito era illogica in quanto basata sulla deposizione del teste agente di PS.,ilquale
aveva riferito di aver compiuto due interventi nella stessa serata,in due luoghi distinti della
città,e di aver prima notato che il Fikri era intento a picchiare altri ,e-nella seconda fase-il
predetto lo aveva aggredito colpendolo con una cinghiaIn conclusione pertanto la difesa sosteneva essere del tutto carente la prova che l’imputato
ricorrente avesse preso parte ad una rissa,e che non avesse assunto un comportamento
dettato dall’esigenza di difesa legittima.
-3-Infine veniva censurata la mancata concessione delle attenuanti generiche.

partecipato ad una rissa (reato di cui all’art.588 CP,con esclusione dell’aggravante contestata

RILEVA IN DIRITTO

Il ricorso risulta inammissibile.
Premesso che dalla sentenza si evince che l’imputato era stato fermato,con il coimputato per

dibattimento più persone, non vi è dubbio che si configuri la ipotesi delittuosa,essendo
dimostrata altresì la condotta violenta che aveva cagionato lesioni anche all’agente di PS.
Legittimamente risulta esclusa l’esimente della legittima difesa,che non è applicabile alla
ipotesi di reato secondo l’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte(Cass.Sez.I,23-22007,n.7635-e conforme,Sez.V,2-2-2009,n.4402-RV236513-)I motivi di ricorso si presentano al riguardo di contenuto generico e sono meramente ripetitivi
di deduzioni formulate in grado di appello,mentre non è ravvisabile la carenza della
motivazione ,desumendosi dal testo del provvedimento impugnato la esaustiva analisi delle
modalità del fatto.
Il trattamento sanzionatorio risulta correttamente definito,in conformità al dettato dell’art.133
CP e dell’art.62 bis CP.
I motivi di ricorso,si presentano dunque inammissibili perché articolati in fatto,ed in modo da
prospettare una diversa interpretazione delle risultanze dibattimentali,senza individuare alcun
dato probatorio che sia stato travisato nella motivazione dell’impugnata sentenza.
Va pertanto dichiarata l’inammissibilità del ricorso,ed il ricorrente va condannato al pagamento
delle spese processuali e della somma di €1.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di €1.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.
Roma,deciso in data 7 aprile 2015.

due volte nel corso della rissa,che coinvolgeva secondo la descrizione del teste sentito in

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA