Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36188 del 10/05/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 36188 Anno 2018
Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: RICCARDI GIUSEPPE

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
RICCI Dino, nato il 09/07/1960 a Spoleto

avverso la sentenza del 04/07/2017 della Corte di Appello di Perugia

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE RICCARDI;

RITENUTO IN FATTO
1. Ricci Dino ricorre personalmente per cassazione avverso la sentenza
emessa il 04/07/2017 con la quale la Corte di Appello di Perugia,
confermando la sentenza del Tribunale di Spoleto, lo ha condannato per i reati
di furto aggravato di un’autovettura e furto in abitazione.
Deduce il vizio di motivazione, avendo fatto la Corte riferimento
all’escussione dibattimentale, mentre il processo è stato definito con il rito
abbreviato.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è inammissibile, in quanto è stato proposto personalmente
dall’imputato, successivamente alla I. 23 giugno 2017, n. 103 (entrata in

(4-

Data Udienza: 10/05/2018

vigore il 3 agosto 2017), che, novellando l’art. 613 comma 1 cod. proc. pen.,
ha escluso che il ricorso per cassazione possa essere presentato dalla parte
personalmente.
Al riguardo, distinguendo la legittimazione a proporre il ricorso dalle
modalità di proposizione, attenendo la prima alla titolarità sostanziale del
diritto all’impugnazione e la seconda al suo concreto esercizio, per il quale si
richiede la necessaria rappresentanza tecnica del difensore, le Sezioni Unite di
questa Corte hanno affermato il principio secondo cui

“il ricorso per

personalmente proposto dalla parte, ma deve essere sottoscritto, a pena di
inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della Corte di cassazione”
(Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 272010).
Peraltro, l’inammissibilità consegue altresì alla tardività del ricorso,
proposto il 09/12/2017, oltre il termine di quarantacinque giorni previsto nel
caso di sentenza depositata nel termine di 90 giorni, ai sensi dell’art. 585,
comma 1, lett. c), cod. proc. pen., scaduto il 16/11/2017.
Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al
pagamento delle spese processuali e la corresponsione di una somma di
denaro in favore della cassa delle ammende, somma che, in ragione della
pretestuosità del ricorso, si ritiene equo determinare in Euro 4.000,00.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento e della somma di C 4.000,00 in favore della
Cassa delle Ammende.

Così deciso in Roma il 10/05/2018

Il Consigliere estensore
Giuseppe Riccardi
uis-Ap

CC

QA:

Depositato in Cancellerik
Roma, lì

2 7 Lut an8

cassazione avverso qualsiasi tipo di provvedimento non può essere

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