Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36186 del 10/05/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 5 Num. 36186 Anno 2018
Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: ZAZA CARLO

ORDINANZA eiS’et.
sui ricorsi proposti da:
TROTTI CLEANA nato a VERBANIA il 19/05/1982
DE MIN LUIGI nato a GALLARATE il 25/09/1957

avverso la sentenza del 14/11/2017 del TRIBUNALE di COMO
C.i. (t-o2->
cs7-c

Data Udienza: 10/05/2018

visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal Consigliere Carlo Zaza;

RITENUTO IN FATTO

Cleana Trotti e Luigi De Min ricorrono avverso la sentenza del 14 novembre
2017 con la quale il Tribunale di Como applicava nei confronti del predetti,

titolo di aumento per la continuazione con i fatti di cui alla sentenza del Giudice
dell’udienza preliminare del Tribunale di Trento del 22 settembre 2015, per il
reato continuato di furto aggravato commesso in danno di Giacomo Marsiglia,
Corrado Ciappa, Renato Rossi e tentato in danno dei titolari di due agenzie
immobiliari fra il 28 e il 29 aprile del 2015.
I ricorrenti deducono violazione di legge e vizio motivazionale nell’omessa
valutazione della sussistenza di cause di proscioglimento ai sensi dell’art. 129
cod. proc. pen., e lamentano l’eccessività della pena e l’erronea qualificazione
giuridica del fatto.

CONSIDERATO IN DIRITTO

I ricorsi sono inammissibili.
La doglianza concernente la qualificazione giuridica attribuita al fatto con la
sentenza impugnata è generica, in quanto non sorretta dall’indicazione delle
ragioni per le quali detta qualificazione sarebbe erronea. Per il resto, le
impugnazioni sono proposte per motivi diversi da quelli consentiti per la
ricorribilità in cassazione della sentenza di applicazione di pena, ora limitati
dall’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. a quelli attinenti all’espressione della
volontà dell’imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza,
all’erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegalità della pena o della
misura di sicurezza; e sono peraltro manifestamente infondate.nella censura di
omessa motivazione sull’insussistenza di cause di proscioglimento dell’imputato
ai sensi dell’art. 129 cod. proc. pen., viceversa argomentata nella sentenza
impugnata con richiamo alla comunicazione di notizia di reato ed agli atti alla
stessa allegati.
Alla declaratoria di inammissibilità dei ricorsi segue la condanna dei
ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della

2

sull’accordo delle parti, la pena di sei mesi di reclusione ed euro 200 di multa, a

Cassa delle Ammende che, valutata l’entità della vicenda processuale, appare
equo determinare in euro 4000.

P. Q. M.

Dichiara inammissibili í ricorsi e condanna ciascun ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 4000,00 in favore della Cassa delle

Così deciso il 10/05/2018

Il esidente

Il Consigliere estensore

elli

eatlo

Depositato in Cancelleria
Roma, lì

Ammende.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA