Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36168 del 18/04/2018


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 36168 Anno 2018
Presidente: PEZZULLO ROSA
Relatore: MAZZITELLI CATERINA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
BIGNOLI LAURA nato il 22/09/1954 a GALLIATE

avverso l’ordinanza del 28/06/2017 del TRIBUNALE di NOVARA
sentita la relazione svolta dal Consigliere CATERINA MAZZITELLI;
lette/sentite le conclusioni del PG

Data Udienza: 18/04/2018

Il Procuratore Generale, nella persona del Sost. Proc. Gen. dott. ssa Mariella De Masellis, ha
concluso chiedendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1.

Con ordinanza, emessa in data 28/06/2017, il Tribunale di Novara dichiarava

l’inammissibilità dell’appello, proposto da Bignoli Laura avverso la sentenza emessa dal Giudice

legittimità, secondo i quali il termine per impugnare, ex art. 32 Dlg. n. 274/2000, è in ogni
caso di giorni trenta, a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla data di emissione
della sentenza, per i presenti, e, per gli altri, a decorrere dalla data di notifica dell’avviso ex
art. 548, c. 2, c.p.p., con conseguente esclusione dell’applicabilità dell’art. 544 c.p.p., quanto
al termine più lungo previsto per il deposito della sentenza. E ciò in considerazione del
carattere derogatorio del citato art. 32, rispetto alla disciplina codicistica generale.
2. La Bignoli, tramite difensore di fiducia, ha proposto ricorso per cassazione avverso tale
ordinanza, con cui allega l’erroneità dell’assunto sostenuto nel predetto provvedimento.
Secondo la ricorrente, occorrerebbe tener in considerazione l’art. 2 D.I.vo n. 274/2000,
implicante il richiamo della disciplina codicistica, oltre al fatto che l’art. 32 costituisce una
disposizione meramente di massima e indicativa. Nella fattispecie, la proposizione dell’appello
era avvenuta entro il termine di 45 giorni, che il Giudice di Pace si era autoassegnato per il
deposito della motivazione.
2. Il P.G., nella requisitoria, ha richiamato l’orientamento giurisprudenziale, secondo il quale
il termine di quindici giorni, previsto dall’art. 32 d. Ivo n. 274/2000, non può essere diverso e
maggiore, non potendo trovare applicazione l’art. 2 del citato decreto legislativo, che prevede
l’estensione della disciplina ordinaria, salva diversa disposizione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è palesemente infondato.
E’ sufficiente evidenziare, che in tema di impugnazioni, la previsione di cui all’art. 32, D.Lgs.
28 agosto 2000, n. 274 – per la quale il Giudice di Pace deve depositare la motivazione entro
15 giorni, qualora non la detti a verbale – implica che quest’ultimo non possa autoassegnarsi
un termine diverso e maggiore, non consentito dal predetto art. 32, che riveste carattere
derogatorio rispetto all’art. 544 cod. proc. pen., con la conseguenza che non può trovare
applicazione l’art. 2 del citato D.Lgs., che prevede l’estensione delle norme del codice di rito
nei procedimenti innanzi al Giudice di Pace, a meno che non sia diversamente stabilito( Sez. 4,
n. 16148 del 14/03/2017 – dep. 30/03/2017, Cattin, Rv. 269608).
2. Ne consegue, nella fattispecie, che l’ordinanza impugnata risulta congruamente motivata,
in linea con la normativa che disciplina il giudizio avanti al Giudice di Pace, per cui va

2

di Pace di Novara in data 25/09/2014, sulla base degli orientamenti della giurisprudenza di

dichiarata l’inammissibilità del ricorso, riservandosi alla fase dell’esecuzione la declaratoria
dell’intervenuta abrogazione del reato di cui all’art. 594 c.p..
3. Corollari della decisione sono poi costituiti dall’addebito, a carico del ricorrente, delle spese
del procedimento e di una somma, che si reputa equo determinare in C 500,00, in favore della
Cassa delle ammende.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento e della somma di C 500,00 a favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 17/04/2018

Il Consigliere estensore

Il Presidente

Caterina Mazzitelli

Rosa Pezzullo

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Depositato, in Cancelleria
Roma, lì

)2 7 pa..204.

P.Q.M.

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