Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36132 del 26/05/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36132 Anno 2015
Presidente: CAMMINO MATILDE
Relatore: BELTRANI SERGIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FLANDINA FRANCESCO N. IL 08/01/1951
avverso la sentenza n. 4738/2013 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 28/02/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SERGIO BELTRANI;

Data Udienza: 26/05/2015

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
L’imputato FRANCESCO FLANDINA, in atti generalizzato, ricorre contro la sentenza
indicata in epigrafe (che ne ha confermato la condanna per il reato di ricettazione (di oggetti
preziosi) ascrittogli, riducendo la pena ritenuta di giustizia dal primo giudice per effetto del
riconoscimento della circostanza attenuante di cui all’art. 648, comma 2, c.p., con giudizio di
prevalenza sulla recidiva), lamentando violazione di legge e vizio di motivazione quanto
all’affermazione di responsabilità, alla qualificazione giuridica del fatto accertato, al mancato

All’odierna udienza camerale, celebrata ex art. 611 c.p.p., si è preso atto della regolarità
degli avvisi di rito; all’esito questa Corte Suprema ha deciso come da dispositivo in atti.
Il ricorso è integralmente inammissibile perché assolutamente privo di specificità in tutte
le sue articolazioni (reiterando, più o meno pedissequamente, censure già dedotte in appello
e già non accolte: Sez. IV, sentenza n. 15497 del 22 febbraio – 24 aprile 2002, CED Cass. n.
221693; Sez. VI, sentenza n. 34521 del 27 giugno – 8 agosto 2013, CED Cass. n. 256133),
del tutto assertivo e, comunque, manifestamente infondato, a fronte dei rilievi con i quali la
Corte di appello – con argomentazioni giuridicamente corrette, nonché esaurienti, logiche e
non contraddittorie, e, pertanto, esenti da vizi rilevabili in questa sede – ha motivato le
contestate statuizioni valorizzando:
ai fini dell’affermazione di responsabilità, l’accertata disponibilità dei preziosi di
provenienza furtiva e l’inconsistenza incensurabilmente ritenuta – delle
giustificazioni in proposito rese (f. 2 ss.);
ai fini del diniego delle reclamate attenuanti e della complessiva determinazione del
trattamento sanzionatorio, i numerosi precedenti penali, anche specifici, dell’imputato
ed il danno arrecato alla p.o. (f. 5).

Con tali argomentazioni il ricorrente in concreto non si confronta adeguatamente,

riconoscimento delle attenuanti generiche ed all’entità della pena.

limitandosi a riproporre una diversa “lettura” delle risultanze probatorie acquisite, fondata su
mere ed indinnostrate congetture, senza documentare nei modi di rito eventuali travisamenti.

La declaratoria di inammissibilità totale del ricorso comporta, ai sensi dell’art. 616 c.p.p.,
la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché – apparendo
evidente che egli ha proposto il ricorso determinando la causa di inammissibilità per colpa
(Corte cost., 13 giugno 2000 n. 186) e tenuto conto della rilevante entità di detta colpa ,…….,
della somma di Euro mille in favore della Cassa delle Ammende a titolo di sanzione
pecuniaria.

P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali ed al versamento della somma di mille euro alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, udienza camerale 26 maggio 2015
Il Presidente

Il Co sonente estensore

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