Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36064 del 10/07/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 36064 Anno 2015
Presidente: ROMIS VINCENZO
Relatore: MARINELLI FELICETTA

SENTENZA

su,) ricorsq propostq da:
BOURAKADI AHMED N. IL 09/02/1960
EL KHADRA HAMID N. IL 09/02/1960
avverso la sentenza n. 4910/2013 GIP TRIBUNALE di MODENA, del
17/07/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 10/07/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. FELICETTA MARINELLI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. GauCe 4 Cif ilebeud
che ha concluso per p r

Udito, p r la parte ivile, l’Avv
Udit i lifensor

2fL-c?

Data Udienza: 10/07/2015

Ritenuto in fatto

Avverso la predetta sentenza proponeva ricorso in
cassazione Bourakadi Ahmed personalmente, deducendo
carenza e manifesta illogicità della motivazione della
medesima in punto di responsabilità, in quanto, a suo
avviso, la motivazione sarebbe del tutto apparente e
comunque non sarebbero state indicate le ragioni per cui
non era stata ritenuta sussistente una delle “cause di
non punibilità” di cui all’articolo 129 c.p.p..
Avverso tale sentenza proponeva altresì ricorso in
cassazione, a mezzo del suo difensore, Si Khadra Hamid,
chiedendone l’annullamento e censurandola per i seguenti
motivi:
1) Violazione di legge e difetto di motivazione in
relazione agli articoli 444, comma 2 c.p.p., 56 c.p. e
240 c.p.. Secondo la difesa, in relazione alla prima
ipotesi di cui all’art.73 d.PR. 309/90, e cioè l’avere
acquistato al prezzo di oltre euro 120.000 sostanza
stupefacente del tipo cocaina (Kg. 3,172 circa) che il
corriere belga Bourakadi Ahmed si accingeva a
consegnargli, non ci sarebbe prova che l’imputato El
Khadra fosse parte attiva di una negoziazione
antigiuridica conclusasi con la manifestazione del
la
difesa,
ci
si
Comunque,
secondo
consenso.
troverebbe in presenza di un reato tentato, dal
momento che il Bourakadi, al momento dell’intervento
della polizia, stava solo per consegnargli la cocaina.
2) Violazione di legge e difetto di motivazione a
proposito della disposta confisca dell’autovettura.
Sul punto osservava la difesa che il giudice aveva
dato per scontato che la stessa fosse stata utilizzata
per commettere il reato, senza che fosse stato
della
accertato ovvero fosse stata data contezza
stretta funzionalità e destinazione specifica del
mezzo al trasporto della sostanza stupefacente di cui
ai capi di imputazione.

A Bourakadi Ahmed e a Si Khadra Hamid, imputati in ordine
al reato di cui agli articoli 73, comma 1 e 80 d.PR.
309/90, è stata applicata la pena con sentenza di
applicazione concordata della pena pronunciata dal G.I.P.
del Tribunale di Modena in data 17.07.2014, di anni
quattro e mesi sei di reclusione ed euro 20.000 di multa
per quanto attiene all’imputato Bourakadi e la pena di
anni cinque di reclusione ed euro 24.000 di multa per
quanto attiene all’imputato Si Khadra.

Considerato in diritto

I proposti ricorsi sono inammissibili, ex articolo 606,
comma 3, c.p.p., perché proposti per motivi
manifestamente infondati.
Per quanto attiene al ricorso proposto da Borakadi Ahmed
si osserva che, come questa Corte ha ripetutamente
affermato (cfr. ex plurimis Cass. S.U. 27 settembre 1995,
Serafino), l’obbligo della motivazione della sentenza di
applicazione concordata della pena va conformato alla
particolare natura della medesima e deve ritenersi
adempiuto qualora il giudice dia atto, ancorché
nella
implicitamente,
come
succintamente,
ovvero
fattispecie di cui è processo, di aver proceduto alla
richiesti
(la
delibazione degli elementi positivi
sussistenza dell’accordo delle parti, la corretta
qualificazione giuridica del fatto, l’applicazione di
eventuali circostanze ed il giudizio di bilanciamento, la
congruità della pena, la concedibilità della sospensione
condizionale della pena ove la efficacia della richiesta
sia ad essa subordinata) e di quelli negativi (che non
debba essere pronunciata sentenza di proscioglimento a
norma dell’articolo 129 c.p.p.).
In particolare, il giudizio negativo in ordine alla
ricorrenza di una delle ipotesi di cui all’articolo 129
c.p.p. deve essere accompagnato da una specifica
motivazione soltanto nel caso in cui dagli atti o dalle
deduzioni delle parti emergano concreti elementi circa la
possibile applicazione di cause di non punibilità,
dovendo, invece, ritenersi sufficiente, in caso
contrario, una motivazione consistente nell’enunciazione,
anche implicita, che è stata compiuta la verifica
richiesta dalla legge e che non ricorrono le condizioni
per una pronuncia di proscioglimento ai sensi della
disposizione citata.
Nel procedimento speciale di applicazione della pena su
richiesta delle parti, il giudice decide, invero, sulla
ed è tenuto, pertanto, a
base degli atti assunti
di
anzidette
cause
valutare
se
sussistano
le
proscioglimento soltanto se le stesse preesistano alla
richiesta e siano desumibili dagli atti medesimi.
al
all’imputato,

Non
consentito,
dunque,
è
rappresentante del Pubblico Ministero, dopo l’intervenuto
e ratificato accordo, proporre questioni in ordine alla
mancata applicazione dell’articolo 129 c.p.p., senza
precisare per quali specifiche ragioni detta disposizione
avrebbe dovuto essere applicata nel momento del giudizio.
A tali regole si è attenuto il giudicante con riferimento
alla posizione di Bourakadi Amed.
Anche il ricorso proposto da El Khadra Hamid è
manifestamente infondato.

197

Tanto premesso si osserva che nello stesso ricorso si
legge che “il corriere belga Bourakadi Ahmed si accingeva
a consegnare a El Khadra Hamid” sostanza stupefacente di
tipo cocaina, “che indubbiamente era stato incaricato da
terzi di ricevere e di corrispondere il prezzo”.
El Khadra Hamid risponde pertanto di delitto consumato e
non già di delitto tentato.
Anche il secondo motivo relativo alla disposta confisca
dell’autovettura è manifestamente infondato.
Il giudice ha infatti sul punto correttamente motivato,
evidenziando che la stessa era stata utilizzata per
trasportare la droga e che quindi sussistevano i
presupposti di cui all’articolo 240, comma primo, c.p..
I ricorsi devono essere quindi dichiarati inammissibili.
Segue, a norma dell’articolo 616 c.p.p., la condanna dei
ricorrenti al pagamento delle spese processuali e
ciascuno al pagamento a favore della Cassa delle Ammende,
non emergendo ragioni di esonero, della somma di euro
1.500,00 (millecinquecento/00) a titolo di sanzione
pecuniaria.

P er

questi

motivi

dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti
al pagamento delle spese processuali e della somma di
euro 1.500,00 ciascuno in favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma il 10.07.2015

Per quanto attiene al primo motivo si osserva che,
secondo la pacifica e condivisibile giurisprudenza di
questa Corte (cfr, tra le altre, Cass., sez.4, sent.
n.8615 del 24.05.1993, Rv.195172; Cass., sez.4, sent.
n.4528 del 28.10.1998, Rv.213137) anche l’intermediazione
nella cessione di stupefacente integra un’ipotesi di
concorso nel reato posto in essere dal cedente, in quanto
quest’ultimo non avrebbe avuto modo di trasferire ad
altri la droga senza tale intermediazione, che
costituisce così una “condicio sine qua non” dell’evento.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA