Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36053 del 18/07/2018


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 36053 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: PAOLONI GIACOMO

SENTENZA
sul ricorso proposto da
MACCHIA Marino, nato a Bitonto (BA) il 17/08/1981,
avverso la sentenza del 20/06/2017 della Corte di Appello di Bari;
esaminati gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso;
udita la relazione svolta dal presidente Giacomo Paoloni;
udito il pubblico ministero in persona del sostituto Procuratore generale Perla Lori, che
ha concluso per l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per intervenuta
prescrizione.

FATTO E DIRITTO

Con la decisione indicata in epigrafe la Corte di Appello di Bari, in parziale riforma
della sentenza di primo grado emessa il 27/03/2013 dal Tribunale di Bari, ha mandato
assolto Marino Macchia da un episodio di concorso in resistenza e dichiarato prescritta la
contravvenzione di cui all’art. 186 c.d.s. (guida in stato di ebbrezza), confermandone la
responsabilità per altra condotta di resistenza, integrata dalle pericolose manovre di
guida compiute dall’imputato anche in pregiudizio dei carabinieri operanti per sottrarsi
ad un normale controllo stradale. Condotta criminosa posta in essere il 27/03/2010 in
relazione alla quale la Corte distrettuale ha rideterminato la pena inflitta al Macchia in
otto mesi di reclusione.
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Data Udienza: 18/07/2018

Il difensore dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza
di appello, denunciando: erronea applicazione dell’art. 337 cod. pen. e difetto di
motivazione in ordine alla confermata colpevolezza del ricorrente non sussistendo il
reato o comunque difettando la prova del necessario dolo; immotivato diniego delle
attenuanti generiche e del beneficio della sospensione condizionale delle pena.
Il ricorso non appare ictu ocu/i affetto da cause di inammissibilità.
Tuttavia deve rilevarsi in limine che, avuto riguardo alla data di commissione
della condotta incriminata, non registrandosi significative sospensioni del decorso del

da causa estintiva prescrizionale, maturata alla data del 27/09/2017, cioè in epoca ben
anteriore alla stessa trasmissione del ricorso e dei relativi atti processuali a questo
giudice di legittimità (gennaio 2018).
Ne discende l’obbligo di immediata declaratoria di tale causa di non punibilità
(art. 129, comma 1, cod. proc. pen.), non emergendo ex actis in termini di evidenza la
necessità o possibilità di pervenire a una decisione più favorevole all’imputato per gli
effetti di cui all’art. 129, comma 2, cod. proc. pen. Ciò in quanto i dedotti motivi di
censura, anche se in ipotesi fossero fondati, condurrebbero a un annullamento della
sentenza impugnata con rinvio al giudice di merito per un nuovo giudizio che sarebbe
scandito dal ridetto sicuro esito definitorio ex art. 157 cod. pen., produttivo di un
indebito procrastinarsi della conclusione del procedimento.
P. Q. M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per
prescrizione.
Così deciso il 18 luglio 2018
Il Presidente estensore
Giacomo Paoloni

o

relativo termine ex art. 157 cod. pen., il reato ascritto al ricorrente risulta oggi attinto

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