Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36052 del 09/07/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 36052 Anno 2015
Presidente: ROMIS VINCENZO
Relatore: MASSAFRA UMBERTO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CAKO GENTIAN N. IL 25/10/1972
avverso la sentenza n. 7622/2013 CORTE APPELLO di MILANO, del
05/11/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 09/07/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UMBERTO MASSAFRA
Udito il Procuratore Generale in persona el Dott. I\
ai;A 192490 iy(k,74;4‘,
che ha concluso per
2,ker24-40

Udito, per la parte civile Avv
Uditi difensor Avv.

Data Udienza: 09/07/2015

Ritenuto in fatto

C

1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di Cako Gentian avverso la sentenza
emessa in data 5.11.2014 dalla Corte di appello di Milano che, in parziale riforma di
quella in data 12.11.2004 del Tribunale di Milano, concedeva la diminuente del rito
abbreviato e rideterminava la pena in anni sei e mesi otto di reclusione per il delitto di
cui agli artt. 81 cpv. c.p. 74 commi 2 e 3, 73-80 comma 2 dPR 309/1990 (detenzione,
assieme ad altri, di gr. 6.586,96 di eroina).

2.1. la violazione di legge in relazione alla ritenuta partecipazione dell’imputato alla
consorteria criminosa per l’assenza di prova della volontà e consapevolezza da parte
del Cako di far parte e condividere con gli altri associati uno scopo comune;
2.2. la violazione di legge in relazione all’art. 80 comma 2 dPR 309/1990 (ingente
quantità) e l’omessa valutazione delle prove addotte dalla difesa per escludere
l’aggravante predetta: infatti per i due coimputati (Dollani e Baia) nel medesimo
reato, giudicati con separata sentenza del Tribunale di Milano allegata all’atto di
appello, era stata esclusa la detta aggravante.
Considerato in diritto
3. Il ricorso è infondato e dev’essere respinto.
4.

Quanto alla seconda censura, in relazione all’integrabilità degli estremi

dell’aggravante dell’ingente quantità di cui all’art. 80, 2° comma dPR 309/1990,
questa Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite si è pronunciata con sentenza del
24.5.2012 n 36258, Rv. 253150, secondo la quale in tema di produzione, traffico e
detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, l’aggravante della ingente quantità, di cui
all’art. 80, comma secondo, d.P.R. n. 309 del 1990, non è di norma ravvisabile
quando la quantità sia inferiore a 2.000 volte il valore massimo, in milligrammi
(valore – soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al d.m. 11 aprile
2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito, quando tale
quantità sia superata.

2. Deduce, in sintesi:

E di certo la detenzione di gr. 6.586,96 di eroina con un principio attivo di gr. 2.018
supera abbondantemente i predetti parametri (di 500 gr. puri). Onde la sentenza
impugnata che ha richiamato tale recente orientamento di legittimità e non ha
ritenuto di dilatarne gli effetti, non può essere in alcun modo oggetto di censura.
A ben vedere, il motivo in esame, tende, sostanzialmente, ad una improponibile
rivalutazione della prova e si risolve in deduzioni in punto di fatto, insuscettibili, come
tali, di aver seguito nel presente giudizio di legittimità, sottraendosi la motivazione
della impugnata sentenza ad ogni sindacato per le connotazioni di coerenza, di
completezza e di razionalità dei suoi contenuti.

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Né può avere alcuna incidenza la sentenza relativa ai coimputati i quali ne sono stati,
a ben vedere, beneficiati: di conseguenza non può ritenersi che all’odierno ricorrente
sia stato riservato un trattamento sperequato e deteriore.
Quanto alla partecipazione del ricorrente alla compagine criminosa, la sentenza
impugnata ha svolto una congrua ed ineccepibile motivazione in ordine alla sua
consapevolezza finanche dell’organigramma interno dell’organizzazione e dell’animus
di parteciparvi.
5. Consegue il rigetto del ricorso e, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma, il 9.7.2015

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