Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36043 del 18/07/2018


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 36043 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: PAOLONI GIACOMO

SENTENZA
sui ricorsi proposti da
1. RIGNANESE Libero, nato a Vieste (FG) il 10/02/1966,
2. TROTTA Michele, nato a Vieste (FG) il 17/01/1978,
avverso la sentenza del 30/01/2017 della Corte di Appello di Bari;
esaminati gli atti, la sentenza impugnata e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal presidente Giacomo Paoloni;
udito il pubblico ministero in persona del sostituto Procuratore generale Perla Lori, che
ha concluso per l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per intervenuta
prescrizione;
udito il difensore dei ricorrenti, avv. Andreina Torrice (quale sostituto processuale
dell’avv. Antonio Laprocina), che si è associata alla richiesta del Procuratore generale.

FATTO E DIRITTO
Con la decisione indicata in epigrafe la Corte di appello di Bari, dichiarate estinte
per prescrizione le connesse contravvenzioni edilizie ascritte ai due imputati, ha
confermato la sentenza del 18/03/2014 con cui Libero Rignanese e Michele Trotta sono
stati riconosciuti colpevoli del reato di concorso in violazione di sigilli aggravata ex art.
349, comma 2, cod. pen. (per avere proseguito indebitamente l’esecuzione di lavori
edificatori su un manufatto sottoposto a sequestro, agendo il primo come custode

Data Udienza: 18/07/2018

giudiziario dell’immobile e il secondo come occupante abusivo dello stesso),
rideterminando la pena loro inflitta (concesse le attenuanti generiche stimate prevalenti
sulle aggravanti e disapplicata la recidiva qualificata contestata al Rignanese) in misura
di quattro mesi di reclusione ed euro centocinquanta di multa ciascuno.
Avverso la sentenza di appello ha proposto, con distinti atti impugnatori dai
contenuti in larga parte coincidenti, il comune difensore dei due imputati, deducendo
plurime violazioni di legge con peculiare riguardo: all’incongruo apprezzamento delle
risultanze processuali (art. 192 cod. proc. pen.); alla omessa valutazione di più motivi di

estraneo alla prosecuzione dell’attività edificatoria; alla analoga estraneità all’ipotizzato
reato del Trotta; alla mancata applicazione, in subordine, del disposto dell’art. 530,
comma 2, cod. proc. pen. (canone del “ragionevole dubbio”).
I ricorsi non appaiono affetti ictu ()cui/ da cause di inammissibilità.
Tuttavia deve rilevarsi in limine che il reato ascritto ai due ricorrenti risulta
attinto dalla causa estintiva della prescrizione (tenendo conto di una complessiva
sospensione del termine pari a tre mesi e quattordici giorni e non essendo stata
considerata la recidiva per il Rignanese); prescrizione spirata, ai sensi degli artt. 157 e
161 cod. pen., il 17/09/2017, cioè in epoca anteriore all’invio dei ricorsi a questo giudice
di legittimità.
Ne discende l’obbligo di immediata declaratoria di tale causa di non punibilità
(art. 129, comma 1, cod. proc. pen.), non emergendo ex actis in termini di evidenza la
necessità o possibilità di pervenire a una decisione più favorevole agli imputati per gli
effetti di cui all’art. 129, comma 2, cod. proc. pen. In vero le descritte censure, anche
se in ipotesi fossero fondate, condurrebbero ad un annullamento della sentenza
impugnata con rinvio al giudice di merito per un nuovo giudizio con il ridetto sicuro esito
definitorio ex art. 157 cod. pen. produttivo di indebito procrastinarsi della conclusione
del procedimento.

P. Q. M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per
prescrizione.
Così deciso il 18 luglio 2018
Il Presidente estensore
Giacomo aoloni

appello; alla ribadita ma indimostrata qualità di custode giudiziario del Rignanese,

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