Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36033 del 31/01/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 36033 Anno 2018
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: CASA FILIPPO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
DI VITA ANTONINO nato a PALERMO il 26/11/1958

avverso l’ordinanza del 17/03/2017 della CORTE APPELLO di PALERMO
udita la relazione svolta dal Consigliere FILIPPO CASA;
lette/sentite le conclusioni del PG
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Data Udienza: 31/01/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Con decreto reso in data 2.5.2007, il G.I.P. del Tribunale di Palermo disponeva, a
carico di DI VITA Antonino, indagato per i reati di cui agli artt. 110, 615-ter cod. pen., 110,
640-ter cod. pen., 110, 476 cod. pen. e 110, 319, 321 cod. pen., il sequestro preventivo dei
seguenti beni:
a) 100% dell’immobile sito in contrada Pozzillo di Cinisi; b) 1/9 dell’immobile sito al

c) somme di denaro e/o quote di fondi di investimento, titoli azionari e/o titoli di credito e
similari presenti su c/c bancari e postali, anche

on line, conto titoli e similari, polizze

assicurative intestate e comunque nella disponibilità dell’indagato.
2. Con sentenza in data 30.10.2008, il Tribunale di Palermo, condannato l’imputato alla
pena di otto anni di reclusione, ordinava la confisca dei beni in giudiziale sequestro per
equivalente nella misura di euro 1.356.869,09.
3. Con sentenza del 26.2.2010, la Corte di Appello di Palermo, in riforma della prima
decisione, circoscriveva, in dispositivo, la confisca dei beni a carico del DI VITA nei seguenti
termini: “Limita la confisca per equivalente disposta nei confronti di DI VITA, relativamente a
tutte le somme portate nei c/c e all’immobile sito in Cinisi, contrada Pozzillo, meglio descritto
nella visura prodotta dalla difesa nella misura del 50%”.
Nella parte motiva della sentenza, si legge, sul punto, quanto segue: “…proprio alla
stregua del concetto di appartenenza sopra enunciato, la confisca…disposta nei confronti
dell’appellante va circoscritta a tutte le somme portate nei conti correnti, nonché all’immobile
sito in Cinisi, contrada Pozzillo, meglio descritto nella visura prodotta dalla difesa, nella misura
del 50%”.
4. Con ordinanza del 29.2.2016, la Corte di Appello di Palermo, in funzione di giudice
dell’esecuzione, nel ribadire che, in sede di cognizione, la confisca per equivalente era stata
limitata nei confronti del DI VITA “nella misura del .50%”, revocava la propria ordinanza del
7.12.2015, disponendo la confisca, nella misura del 50%, di 1/3 della somma di euro 5.000,00
di cui al buono fruttifero postale n. 13274693 cointestato a DI VITA Antonino, MORELLO
Iolanda e PUTANO Iolanda, e restituendo la restante somma ai cointestatari aventi diritto.
5.

A seguito di tale provvedimento, il DI VITA promuoveva in data 9.6.2016 altro

incidente di esecuzione, chiedendo la restituzione, a lui e ai cointestatari dei beni e delle
somme, della quota superiore al 50% dei beni confiscati (immobile sito in Cinisi; somme
giacenti sul c/c CREDEM n. 215; dossier titoli allegato; n. 5 buoni fruttiferi postali di 9.000,00
euro; fondo comune Bancoposta n. 01094768; libretto di risparmio n. 18532707 cointestato a
DI VITA Andrea; libretto di risparmio n. 185327066 cointestato a DI VITA Giorgia; 1/9
dell’immobile sito in via Floresta n. 1).
2

civico n. 1 della via Floresta di Palermo, fino all’equivalente complessivo di euro 1.529.639,52;

■..

6. Con ordinanza resa in data 26.7.2016, la Corte di Appello di Palermo, in funzione di
giudice dell’esecuzione, rigettava l’incidente proposto, affermando che la misura del 50% della
confisca era limitata al solo bene immobile sito in Cinisi, in quanto cointestato alla moglie
PUTANO Iolanda.
7. La medesima Corte siciliana, a seguito di opposizione proposta dal DI VITA, con
ordinanza emessa in data 17.3.2017, confermava il provvedimento opposto.
Rilevava la Corte territoriale che la confisca per equivalente era stata correttamente

risultava cointestato alla moglie PUTANO Iolanda (come da visura prodotta dallo stesso
interessato), mentre il buono fruttifero postale n. 13274693 cointestato al DI VITA Antonino, a
MORELLO Iolanda e a PUTANO Iolanda era stato sottoposto a confisca nei limiti di un terzo
proprio perché intestato a tre soggetti.
Aggiungeva il giudice dell’esecuzione che la lettura del decreto di sequestro, della
ordinanza invocata dalla difesa e della motivazione della sentenza di secondo grado non
consentivano in alcun modo di ritenere che la confisca fosse limitata al 50% di tutti i beni,
dovendo, viceversa, essa estendersi all’intera quota dei beni appartenenti al condannato con le
due eccezioni di cui si è detto.
8. Avverso quest’ultimo provvedimento DI VITA Antonino ha personalmente proposto
ricorso per cassazione, denunciando violazione di legge (artt. 125, comma 3, 648, 649 cod.
proc. pen., 25 e 111 Cost.) e vizio di motivazione.
In sintesi, il DI VITA si duole che la Corte di Appello abbia omesso ogni valutazione sul
contenuto del provvedimento favorevole da essa stessa emesso il 29.2.2016 (quello indicato al
paragrafo 4, n.d.e.), che aveva contraddetto, e abbia violato o eluso il giudicato di condanna in
punto di confisca: provvedimenti, tutti, che avevano chiarito come la statuizione sulla misura di
sicurezza patrimoniale dovesse considerarsi limitata al 50% dei beni di esso ricorrente.
9. Il Procuratore Generale presso questa Corte, nella sua requisitoria scritta, ha concluso
per la declaratoria di inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza.
2. Così come correttamente argomentato nel provvedimento impugnato, la statuizione
di confisca contenuta nella sentenza della Corte di Appello di Palermo emessa in data
26.2.2010, irrevocabile il 3.7.2012, è da intendersi estesa a tutte le somme portate nei conti
correnti, riferibili al DI VITA, mentre, con esclusivo riferimento all’immobile sito in Cinisi,
contrada Pozzallo, la confisca è applicata nella misura del 50% in ragione della cointestazione
del cespite alla moglie del ricorrente PUTANO Iolanda.
3

disposta nella misura del 50% sull’immobile sito in Cinisi, contrada Pozzillo, in quanto il bene

Dalla lettura combinata del decreto di sequestro preventivo originario e della menzionata
decisione della Corte palermitana, coperta da giudicato, è, invero, possibile inferire con
certezza che la “limitazione” operata dai Giudici territoriali sulla confisca dei beni sequestrati al
DI VITA debba intendersi correlata alla riduzione operata in appello della misura ablativa
rispetto alla più ampia gamma di beni già oggetto di sequestro e poi confiscati dal Tribunale nel
giudizio di primo grado e non alla misura (percentuale) della confisca per ciascuno dei beni
aggrediti, che, tra l’altro, non sarebbe sorretta da alcuna giustificazione logica.

grado, non può che confermare siffatta interpretazione, in quanto permette di spiegare
agevolmente perché, proprio in ragione della misura di questa appartenenza in capo al DI VITA,
la confisca del bene immobile cointestato alla moglie non potesse che intendersi limitata al
50% del cespite stesso.
Infine, va considerato, in sintonia con il Procuratore Generale, che il fatto che in una
precedente ordinanza (del 29.2.2016) la stessa Corte di Palermo, quale giudice dell’esecuzione,
avesse diversamente opinato e disposto con riferimento al buono postale infruttifero n.
13274693, non avrebbe potuto vincolare, nell’incidente di cui trattasi, il giudice adito alla
reiterazione di una errata interpretazione delle statuizioni contenute nella sentenza emessa nel
giudizio di cognizione.
3. Va, pertanto, dichiarata la inammissibilità del ricorso, cui consegue, ex art. 616 cod.
proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento
della somma di euro 2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 31 gennaio 2018

Il Consigliere estensore

Il Presidente

Anche il riferimento al concetto di “appartenenza”, richiamato nella sentenza di secondo

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