Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36030 del 03/06/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 36030 Anno 2015
Presidente: SIRENA PIETRO ANTONIO
Relatore: IANNELLO EMILIO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
MALAGOLI MARCO, nata il 13/11/1978
avverso la sentenza n. 1326/2013 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
10/05/2013;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 03/06/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. EMILIO IANNELLO;
udito il Procuratore Generale in persona del Dott. SANTE SPINACI che ha
concluso per l’annullamento senza rinvio per intervenuta prescrizione.

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza in epigrafe indicata la Corte d’appello di Brescia
confermava la sentenza con la quale il Tribunale di Mantova aveva condannato
Marco Malagoli alla pena di un mese di arresto ed euro 1.000,00 di ammenda
per il reato p. e p. dall’art. 186, comma 2, lett b) cod. strada, allo stesso ascritto
per essersi posto alla guida dell’autovettura Golf tg. AR124TC in stato di
ebbrezza per l’assunzione di bevande alcoliche (tasso alcolemico accertato
mediante alcoltest pari a 0,92 g/I alla prima prova e a 0,82 alla seconda): fatto
commesso il 21/2/2009.

1

Data Udienza: 03/06/2015

2. Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione l’imputato, per
mezzo del proprio difensore, articolando tre motivi.

2.1. Con il primo deduce violazione della legge processuale, in relazione al
mancato rispetto del termine a comparire per l’imputato, stabilito in venti giorni
dall’art. 601, comma 3, cod. proc. pen..
Rileva al riguardo che erroneamente la Corte ha ritenuto che, in occasione
della notifica rinnovata in data 20/4/2013 rispetto all’udienza a tal fine fissata

somma dei giorni liberi accordati in occasione della prima notifica (eseguita
1’8/3/2013 per l’udienza del 27/3/2013) con quelli concessi in tale seconda
occasione.

2.2. Con il secondo censura la sentenza impugnata – ai sensi dell’art. 606,
comma 1, lett. b) cod. proc. pen. – per avere, il giudice a quo, erroneamente
ritenuto misurabile in centesimi, anziché esclusivamente in decimi, il tasso
alcolemico dell’imputato, ai fini dell’accertamento del grado di ebbrezza rilevante
ai sensi dell’art. 186 cod. strada. Assume che, avendo la norma incriminatrice
individuato le diverse soglie di tasso alcolemico facendo esclusivo riferimento a
valori decimali (0,5; 0,8; 1,5), l’accertamento nella specie di un tasso alcolemico
pari a 0,82 g/I dovrebbe indurre a ritenere che quella soglia non sia stata
superata.

2.3. Con il terzo infine deduce violazione di legge in relazione al rigetto del
motivo tendente ad evidenziare la necessità di tenere in considerazione dei
margini di errore negli esiti dell’accertamento eseguito mediante etilometro.

CONSIDERATO IN DIRITTO
3. Deve preliminarmente dichiararsi l’estinzione del reato per prescrizione,
maturata anteriormente alla presente decisione.
Essendo stato, infatti, il reato commesso – come detto – in data 21/2/2009,
risulta decorso per intero, alla data odierna, non registrandosi sospensioni dello
stesso che possano condurre a un diverso calcolo, il termine di prescrizione
massimo pari ad anni cinque, risultante dal combinato disposto del citato art.
157 cod. pen. e dell’art. 161, comma 2, cod. pen. che, come noto, fissa il limite
massimo di un quarto per l’aumento del visto termine prescrizionale, in caso di
intervento di eventi interruttivi del relativo decorso.

per il 10/5/2013, tale termine potesse considerarsi rispettato in virtù della

4. In presenza di tale causa estintiva potrebbe pervenirsi a una pronuncia
diversa da quella di annullamento della sentenza impugnata per essere il reato
estinto per intervenuta prescrizione solo nel caso in cui le prove rendano
evidente che il fatto non sussiste, o che l’imputato non lo ha commesso, o che il
fatto non è preveduto dalla legge come reato.
Perché possa applicarsi infatti la norma di cui all’art. 129 cpv. cod. proc.
pen., che impone il proscioglimento nel merito in presenza di una causa di
estinzione del reato, è necessario infatti che risulti evidente dagli atti processuali

il fatto non è preveduto dalla legge come reato.
Pertanto, quando il processo si trova nella fase di legittimità, il sindacato
della Corte di Cassazione deve limitarsi ad accertare se una delle ipotesi di cui
all’art. 129 cpv. cod. proc. pen. ricorra in maniera evidente in base alla
situazione di fatto risultante dalla stessa sentenza impugnata, senza che possa
estendersi ad una critica del materiale probatorio acquisito al processo,
implicando ciò indagini e valutazioni di fatto che esulano dai compiti
costituzionali della Corte (v. e pluribus Sez. 4. n. 12724 del 28/10/1988, Fermo,
Rv. 180023).
Tanto premesso, nella fattispecie che ci occupa non può ritenersi che risulti
evidente l’esistenza di una delle ipotesi di cui all’art. 129 cpv. cod. proc. pen..

5. Per contro non può nemmeno ritenersi che sia intervenuto il giudicato in
punto di responsabilità, avuto riguardo quanto meno al motivo di ricorso
impingente il mancato rispetto del termine a comparire nei confronti
dell’imputato, del quale non può invero predicarsi la manifesta infondatezza.
Giova in proposito peraltro precisare che, secondo consolidato indirizzo di
questa S.C., la contestuale ricorrenza nel giudizio di cassazione di una causa
estintiva del reato e di una nullità processuale anche assoluta e insanabile,
determina la prevalenza della prima, per effetto del principio della immediata
declaratoria di determinate cause di non punibilità, sancito dall’art. 129 cod.
proc. pen., salvo che l’operatività della causa estintiva non presupponga specifici
accertamenti e valutazioni riservati al giudice di merito, prevalendo in tal caso la
nullità, in quanto funzionale alla necessaria rinnovazione del relativo giudizio (v.
ex multis Sez. 3, n. 1550 del 01/12/2010, dep. 2011, P.G. in proc. Gazzerotti e
altri, Rv. 249428; Sez. 6, n. 21459 del 26/03/2008, Pedrazzini, Rv. 240066).

6. La sentenza impugnata deve essere pertanto annullata senza rinvio
perché il reato è estinto per prescrizione.

3

la prova dell’insussistenza del fatto, o che l’imputato non lo ha commesso o che

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per
prescrizione.

Così deciso il 3/6/2015

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