Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36010 del 19/04/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 36010 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: TORNESI DANIELA RITA

Data Udienza: 19/04/2018

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
SCARCIA ALESSANDRO, legale rappresentante della Sporting Club Ugento s.r.1, nella
qualità di responsabile civile

avverso la sentenza del 09/06/2017 del TRIBUNALE di LECCE
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere DANIELA RITA TORNESI
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore STEFANO TOCCI che
ha concluso per il rigetto.
Udito il difensore avvocato JACOPO VIVALDI del foro di ROMA in sostituzione
dell’avvocato BOLOGNESE ANTONIO del foro di LECCE, come da delega a sostituto
processuale che deposita, in difesa di SCARCIA ALESSANDRO e si riporta ai moti •

4

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 09 giugno 2017 il Tribunale di Lecce confermava la
pronuncia con la quale il giudice di pace di Ugento dichiarava Maria Scianatico
responsabile del reato di cui all’art. 590, comma secondo, in danno di Raffaele
Maiozzi, e, concesse le attenuanti generiche ritenute prevalenti rispetto
all’aggravante contestata, la condannava alla pena di euro 1.000,00 di multa,
oltre al pagamento delle spese processuali, nonché al risarcimento del danno in

Club Ugento s.r.l. in persona del legale rappresentante.
1.1. Secondo la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito, nel
pomeriggio del giorno 06 agosto 2010, mentre Maria Scianatico era alla guida di
un go – kart concessole in noleggio dallo Sporting Club Ugento s.r.l. avente ad
oggetto l’attività ludico-sportiva di automobilismo, perdeva il controllo del veicolo
sul tracciato di una pista privata a causa della velocità eccessiva tanto da
effettuare una roto – traslazione e, poi, proseguiva la corsa ponendosi in
direzione opposta al senso di marcia previsto; da ciò derivava la collisione
frontale con il

go – kart utilizzato dal minore Raffaele Maiozzi, a seguito della

quale quest’ultimo rimaneva ferito gravemente.
La Corte distrettuale riteneva addebitabile l’evento, oltre che al
comportamento imprudente dell’imputata, anche al predetto responsabile civile a
causa dell’omessa predisposizione delle cautele e delle misure di sicurezza
idonee ad evitare proprio il verificarsi di incidenti come quello occorso in
concreto.

2. Il legale rappresentante dello Sporting Club Ugento s.r.I., Alessandro
Scarcia, nella qualità di responsabile civile, propone ricorso per cassazione
avverso la predetta sentenza, a mezzo del difensore di fiducia, deducendo il vizio
di violazione di legge e il vizio motivazionale.
Deduce che l’evento lesivo è ascrivibile in via esclusiva al comportamento
illecito dell’imputata che è idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa e il
danno.
2.1. Conclude chiedendo l’annullamento con rinvio del provvedimento
impugnato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile perché generico, in quanto non si confronta
adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata in risposta alle
censure formulate nei motivi di appello, ed è manifestamente infondato.

favore della parte civile costituita, in solido con il responsabile civile Sporting

2. Si premette che, secondo la giurisprudenza di legittimità, il responsabile
di attrezzature sportive o ricreative è titolare di una posizione di garanzia a
tutela dell’incolumità di coloro che le utilizzano, anche a titolo gratuito, sia in
forza del principio del “neminem laedere”, che nella qualità di custode delle
stesse attrezzature e, come tale, civilmente responsabile dei danni provocati
dalla cosa ai sensi dell’art. 2051 cod. civ. rispetto alle quali egli è obbligato ad
adottare tutte le misure idonee ad evitare l’evento dannoso, ad eccezione

Ai fini dell’esonero da responsabilità, l’esercente, deve dimostrare di aver
gestito la cosa nelle condizioni di massima sicurezza, adottando ogni
accorgimento idoneo ad evitare l’evento e di avere mantenuto le prescrizioni di
sicurezza impartite alla stregua dei criteri di garanzia e protezione che lo stesso
ha l’obbligo di rispettare nel caso concreto.

3.

Nel caso in esame è incontestato che l’area «Pista Salentina» di go kart,

ubicata in Torre San Giovanni di Ugento è gestita dalla Sporting Club Ugento
s.r.l. in persona del legale rappresentante che, in quanto tale, riveste la
posizione di garante e di custode in quanto esercita sulla stessa un effettivo
potere di vigilanza e controllo.
Orbene, i giudici di merito hanno ampiamente comprovato che sulla pista
non era presente alcun cartello concernente il regolamento di gara né alcuna
segnalazione del senso di marcia e non era stato predisposto alcun sistema di
protezione. Ed ancora, lungo il tracciato non era previsto alcun addetto a vigilare
sull’andamento dei go-kart e a segnalare eventuali imminenti situazioni di
pericolo.
Tali precauzioni erano tanto più necessarie in ragione della intrinseca natura
pericolosa dell’attività esercitata.
Risulta, dunque, pienamente convincente la statuizione contenuta in
sentenza, inerente alla condanna del responsabile civile, in solido con Maria
Scianatico, in quanto la condotta illecita di quest’ultima non può certamente
essere ritenersi come fatto estraneo avente decorso causale autonomo con
carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità.

4. Alla stregua di quanto sopra esposto va dichiarata l’inammissibilità del
ricorso cui consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro duemila in favore della cassa delle ammende.

2

dell’ipotesi del caso fortuito.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro duemila in favore della cassa delle
ammende.
Così deciso il 19 aprile 2018

DaninTOrnesi

Il Consigliere estensore

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