Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36004 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36004 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TERMINI GIUSEPPE nato a CATANIA il 24/03/1976

avverso l’ordinanza del 11/10/2017 del TRIB. SORVEGLIANZA di CATANIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza in epigrafe il Tribunale di sorveglianza di Catania revocava il
beneficio penitenziario dell’affidamento in prova terapeutico con efficacia

ex

tunc, ai sensi dell’art. 94 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, che era stato
precedentemente concesso a Giuseppe Termini, ai sensi dell’art. 94 del d.P.R. 9
ottobre 1990, n. 309.
Avverso tale ordinanza l’affidato, a mezzo dell’avv. Maria Caltabiano,
ricorreva per cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, in

relazione alla ritenuta sussistenza dei presupposti per la revoca del beneficio
penitenziario precedentemente concessogli, che erano stati valutati dal Tribunale
di sorveglianza di Catania con un percorso argomentativo incongruo, che non
teneva conto del processo rieducativo positivamente intrapreso dal condannato
durante l’esecuzione della pena, che doveva ritenersi rilevante ai fini della
valutazione del periodo di affidamento trascorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame non individua singoli
aspetti del provvedimento impugnato da sottoporre a censura, ma tende a
provocare una nuova e non consentita valutazione del merito dei presupposti per
la revoca del beneficio penitenziario dell’affidamento in prova al servizio sociale,
precedentemente concessogli, che risultano vagliati dal Tribunale di sorveglianza
di Catania in conformità delle risultanze processuali.
Nell’ordinanza impugnata, invero, venivano correttamente valutati gli
elementi processuali risultanti agli atti, con una motivazione congrua e priva di
erronea applicazione della legge penitenziaria, evidenziandosi che Termini, in
pendenza del beneficio penitenziario di cui si controverte, il 03/09/2017 era stato
arrestato in flagranza di reato dalla Polizia Stradale di Palermo, mentre
trasportava, a bordo dell’autovettura su cui viaggiava, 25 chilogrammi di
marijuana.
Tenuto conto di questi univoci indicatori soggettivi e della gravità della
vicenda nella quale il ricorrente risultava coinvolto, il Tribunale di sorveglianza di
Catania, nel passaggio esplicitato a pagina 1 del provvedimento impugnato,
evidenziava correttamente l’inidoneità della misura alternativa applicata a
Termini ad assolvere alle finalità di prevenzione speciale sue proprie,

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imponendone la revoca, la cui efficacia ex tunc dipendeva dalla gravità del reato
in conseguenza del quale era stato arrestato.
Per queste ragioni, il ricorso proposto da Giuseppe Termini deve essere
dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al
versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 3.000,00
euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

P.Q.M.

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