Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 36001 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 36001 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
FESTA MAURIZIO nato a AVELLINO il 16/08/1968

avverso l’ordinanza del 26/06/2017 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza in epigrafe la Corte di appello di Napoli rigettava l’incidente
di esecuzione proposto da Maurizio Festa, finalizzato a ottenere la
rideterminazione della pena irrogatagli dalla stessa Corte territoriale con la
sentenza irrevocabile emessa il 16/07/2013, con cui l’imputato era stato
condannato alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione, con il riconoscimento
della recidiva obbligatoria.

cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, in relazione alla
ritenuta insussistenza dei presupposti per la rideterminazione della pena
invocata, che erano stati valutati dalla Corte di appello di Napoli con un percorso
argomentativo incongruo, che non teneva conto della rivisitazione dell’istituto
della recidiva obbligatoria conseguente alla sentenza della Corte costituzionale
23 luglio 2015, n. 185, con la quale era stata dichiarata l’incostituzionalità
dell’art. 99, comma quinto, cod. pen., evidenziandosi al contempo che tale
aggravante era stata erroneamente quantificata, superando la somma delle
precedenti condanne.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame non individua singoli
aspetti del provvedimento impugnato da sottoporre a censura, ma tende a
provocare una nuova e non consentita valutazione del merito dell’incidente di
esecuzione proposto dall’istante, che risulta correttamente vagliato dalla Corte di
appello di Napoli.
Nell’ordinanza impugnata, invero, venivano correttamente rivalutati gli
elementi risultanti agli atti – nel rispetto dei parametri ermeneutici affermati
nella sentenza della Corte costituzionale n. 185 del 2015, con cui era stata
dichiarata l’incostituzionalità dell’art. 99, comma quinto, cod. pen. – con una
motivazione congrua, priva di erronea applicazione della legge penale e senza
alcun automatismo dosimetrico (Sez. 1, n. 18546 del 13/07/2017, Mansi, Rv.
269817).
Il Giudice dell’esecuzione napoletana, in particolare, evidenziava che, nel
caso di specie, era stata irrogata a Guarnieri una pena adeguata al dìsvalore
delle ipotesi di reato oggetto di contestazione, sulla base di un giudizio
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Avverso tale ordinanza Maurizio Festa ricorreva personalmente per

dosimetrico ineccepibile, fondato sulla gravità delle ipotesi di reato oggetto di
contestazione, vagliate analiticamente per la loro gravità e per la loro
consistenza fattuale, nei termini correttamente esplicitati a pagina 2 del
provvedimento impugnato.
Quanto alla residua doglianza, con cui si deduceva che la recidiva era stata
erroneamente quantificata, superando la somma delle precedenti condanne,
deve rilevarsi che, dal ricorso, non sono evincibili gli elementi indispensabili ai
fini del vaglio giurisdizionale richiesto, non risultando indicate le singole frazioni

risultavano irrogate. Ne consegue tale censura deve ritenersi inammissibile per
la violazione del principio di autosufficienza, così come canonizzato dalla
giurisprudenza di legittimità, che esplica i suoi effetti sia nel giudizio di
cognizione sia nel giudizio di esecuzione (Sez. 4, n. 46979 del 10/11/2015,
Bregamotti, Rv. 265053).
Per queste ragioni, il ricorso proposto da Maurizio Festa deve essere
dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al
versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 2.000,00
euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

sanzionatorie e ì procedimenti nell’ambito dei quali le condanne presupposte

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