Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35999 del 05/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 35999 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
DARWICHE MOHAMAD nato il 08/04/1967
SAIED MAHMED nato il 30/04/1972
KHADER ABDUL nato il 01/01/1998

avverso la sentenza del 28/06/2017 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO

Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Catania confermava la
decisione impugnata, con cui Mohamad Darwiche, Mahmed Saied e Abdul Khader
erano stati condannati alla pena di 4 anni di reclusione, per il reato di cui agli
artt. 110 cod. pen., 12, commi 1, 3, 3-bis, 3-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286,
accertato a Pozzallo 1’08/06/2016.
Avverso tale sentenza gli imputati, a mezzo dell’avv. Emilio Cintolo,
ricorrevano per cassazione con separati atti di impugnazione, deducendo

conseguenti al fatto che la decisione in esame risultava sprovvista di un percorso
argomentativo che desse esaustivamente conto del trattamento sanzionatorio
irrogato, che veniva censurato per il mancato riconoscimento delle attenuanti
generiche, la cui concessione si imponeva tenuto conto delle circostanze di
tempo e di luogo nelle quali si era concretizzata la condotta illecita contestata ai
ricorrenti.

CONSIDERATO IN DIRITTO

I ricorsi proposti da Mohamad Darwiche, Mahmed Saied e Abdul Khader
sono inammissibili, risultando basati su motivi manifestamente infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che i ricorsi in esame, pur denunziando
violazione di legge e vizio di motivazione, non critica la violazione di specifiche
regole inferenziali, ma, postulando indimostrate carenze motivazionali della
sentenza impugnata, chiedono il riesame nel merito della vicenda processuale,
che risulta vagliato dalla Corte di appello di Catania nel rispetto delle emergenze
probatorie.
Tale riesame, in ogni caso, è inammissibile in sede di legittimità, quando la
struttura razionale della sentenza impugnata abbia, come nel caso in esame, una
sua chiara e puntuale coerenza argomentativa e sia saldamente ancorata, nel
rispetto delle regole della logica, alle risultanze processuali (Sez. 1, n. 46566 del
21/02/2017, M., Rv. 271227; Sez. 2, n. 9242 dell’08/02/2013, Reggio, Rv.
254988).
La Corte di appello di Catania, invero, evidenziava che il compendio
probatorio acquisito, tenuto conto degli accertamenti di polizia giudiziaria svolti
nell’immediatezza dei fatti — a seguito dell’intercettazione del natante condotto
dai ricorrenti al largo di Pozzallo — risultava univocamente orientato in senso
sfavorevole alla posizione degli imputati, nei termini correttamente esplicitati
nelle pagine 2 e 3 della sentenza impugnata, nelle quali si richiamavano le
2

violazione di legge e vizio di motivazione del provvedimento impugnato,

circostanze di tempo e di luogo in cui veniva eseguito l’accertamento dei fatti in
contestazione.
In questa cornice, il trattamento sanzionatorio irrogato agli imputati
discendeva da una valutazione ineccepibile dei fatti illeciti contestati, vagliati
dalla Corte territoriale etnea nel rispetto dei parametri previsti dall’art. 133 cod.
pen., tenuto conto delle connotazioni oggettive e soggettive delle condotte
illecite oggetto di vaglio che non consentivano il riconoscimento delle attenuanti
generiche, alla luce della “gravità del reato e della capacità a delinquere” dei

2642 del 14/01/1999, Catone, Rv. 212804).
Per queste ragioni, i ricorsi proposti da Mohamad Darwiche, Mahmed Saied e
Abdul Khader devono essere dichiarati inammissibili, con la conseguente
condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ciascuno, non
ricorrendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle
ammende, determinabile in 2.000,00 euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle
spese processuali e ciascuno al versamento della somma di 2.000,00 euro alla
Cassa delle ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

ricorrenti (Sez. 2, n. 30228 del 05/06/2014, Vernucci, Rv. 260054; Sez. 6, n.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA