Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35996 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35996 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ULIANO CIRO nato a ERCOLANO il 20/04/1967

avverso la sentenza del 03/02/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO

Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Napoli confermava la
decisione impugnata, con cui Ciro Uliano era stato condannato alla pena di 1
anno e 6 mesi di reclusione, per il reato di cui all’art. 9, comma 2, legge 27
dicembre 1956, n. 1423.
Avverso tale sentenza l’imputato, a mezzo dell’avv. Saverio Campana,
ricorreva per cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione

risultava sprovvista di un percorso argomentativo che desse esaustivamente
conto degli elementi probatori acquisiti – indispensabili ai fini della formulazione
del giudizio di responsabilità oggetto di vaglio – e del trattamento sanzionatorio
irrogato, che veniva censurato per il riconoscimento della recidiva e la mancata
concessione delle attenuanti generiche, il cui diniego appariva in contrasto con le
risultanze processuali.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame, pur denunziando
violazione di legge e vizio di motivazione, non critica la violazione di specifiche
regole inferenziali, ma, postulando indimostrate carenze motivazionali della
sentenza impugnata, chiede il riesame nel merito della vicenda processuale, che
risulta vagliato dalla Corte di appello di Napoli nel rispetto delle emergenze
probatorie.
Tale riesame, in ogni caso, è inammissibile in sede di legittimità, quando la
struttura razionale della sentenza impugnata abbia, come nel caso in esame, una
sua chiara e puntuale coerenza argomentativa e sia saldamente ancorata, nel
rispetto delle regole della logica, alle risultanze processuali (Sez. 1, n. 46566 del
21/02/2017, M., Rv. 271227; Sez. 2, n. 9242 dell’08/02/2013, Reggio, Rv.
254988).
La Corte di appello di Napoli, invero, evidenziava che il compendio
probatorio acquisito, tenuto conto degli accertamenti di polizia giudiziaria svolti
nell’immediatezza dei fatti in contestazione – nelle date del 15/02/2007, del
10/04/2007 e del 21/04/2007 – risultava univocamente orientato in senso
sfavorevole alla posizione dell’imputato, nei termini correttamente esplicitati a
pagina 2 della sentenza impugnata.

2

del provvedimento impugnato, conseguenti al fatto che la decisione in esame

In questa cornice, il trattamento sanzionatorio irrogato a Uliano discendeva
da una valutazione ineccepibile dei fatti illeciti contestati, vagliati dalla Corte
territoriale napoletana nel rispetto dei parametri previsti dall’art. 133 cod. pen.,
tenuto conto delle connotazioni oggettive e soggettive delle condotte illecite
dell’imputato, reiterate nel tempo, che imponevano l’applicazione della recidiva e
non consentivano il riconoscimento delle attenuanti generiche invocato dal
ricorrente, tenuto conto della sua “indubbia pericolosità sociale” (Sez. 2, n.
30228 del 05/06/2014, Vernucci, Rv. 260054; Sez. 6, n. 2642 del 14/01/1999,

Per queste ragioni, il ricorso proposto da Ciro Uliano deve essere dichiarato
inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al versamento di una
somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 2.000,00 euro, ai sensi
dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

Catone, Rv. 212804).

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