Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35994 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35994 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
ISAIA LUCA nato a NAPOLI il 24/12/1980

avverso la sentenza del 21/01/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO

Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Napoli confermava la
decisione impugnata, con cui Luca Isaia era stato condannato alla pena di 2 anni
di reclusione, per il reato di cui all’art. 9, comma 2, legge 27 dicembre 1956, n.
1423, commesso a Napoli nelle date del 25/10/2009 e del 15/11/2009.
Avverso tale sentenza l’imputato, a mezzo dell’avv. Carlo Ercolino, ricorreva
per cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione del
provvedimento impugnato, conseguenti al fatto che la decisione in esame

risultava sprovvista di un percorso argomentativo che desse esaustivamente
conto del trattamento sanzionatorio irrogato, che veniva censurato per il
riconoscimento della recidiva, la cui applicazione appariva in contrasto con le
risultanze processuali.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame, pur denunziando
violazione di legge e vizio di motivazione, non critica la violazione di specifiche
regole inferenziali, ma, postulando indimostrate carenze motivazionali della
sentenza impugnata, chiede il riesame nel merito della vicenda processuale, che
risulta vagliato dalla Corte di appello di Napoli nel rispetto delle emergenze
probatorie.
Tale riesame, in ogni caso, è inammissibile in sede di legittimità, quando la
struttura razionale della sentenza impugnata abbia, come nel caso in esame, una
sua chiara e puntuale coerenza argomentativa e sia saldamente ancorata, nel
rispetto delle regole della logica, alle risultanze processuali (Sez. 1, n. 46566 del
21/02/2017, M., Rv. 271227; Sez. 2, n. 9242 dell’08/02/2013, Reggio, Rv.
254988).
La Corte di appello di Napoli, invero, evidenziava che il compendio
probatorio acquisito, tenuto conto degli accertamenti di polizia giudiziaria svolti
nell’immediatezza dei fatti – peraltro nemmeno contestati dalla difesa del
ricorrente – risultava univocamente orientato in senso sfavorevole alla posizione
dell’imputato, nei termini correttamente esplicitati nelle pagine 1 e 2 della
sentenza impugnata.
In questa cornice, il trattamento sanzionatorio irrogato a Isaia discendeva
da una valutazione ineccepibile dei fatti illeciti, correttamente vagliati dalla Corte
territoriale napoletana, tenuto conto delle connotazioni oggettive e soggettive
2

T

della condotta dell’imputato, che erano già state valutate favorevolmente dal
Giudice di primo grado, con il riconoscimento delle attenuanti generiche
sottoposte a un giudizio di equivalenza con la recidiva oggetto di contestazione
fondato su un percorso argomentativo ineccepibile.
Per queste ragioni, il ricorso proposto da Luca Isaia deve essere dichiarato
inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al versamento di una
somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 2.000,00 euro, ai sensi

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

dell’art. 616 cod. proc. pen.

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