Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35990 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35990 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PUZZO CARMELO nato a NISCEMI il 03/10/1974

avverso l’ordinanza del 10/10/2017 del TRIB. SORVEGLIANZA di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza in epigrafe il Tribunale di sorveglianza di Milano revocava il
beneficio penitenziario dell’affidamento in prova terapeutico, ai sensi dell’art. 94
del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, che era stato precedentemente concesso a
Carmelo Puzzo con provvedimento emesso il 20/06/2017.
Avverso tale ordinanza Carmelo Puzzo, a mezzo dell’avv. Gaetano Bosco,
ricorreva per cassazione, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, in
relazione alla ritenuta sussistenza dei presupposti per la revoca del beneficio

penitenziario precedentemente concessogli, che erano stati valutati dal Tribunale
di sorveglianza di Milano con un percorso argomentativo incongruo, che non
teneva conto del processo rieducativo positivamente intrapreso dal condannato
durante l’esecuzione della pena presupposta e dell’effettivo disvalore delle
violazioni contestate al condannato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame non individua singoli
aspetti del provvedimento impugnato da sottoporre a censura, ma tende a
provocare una nuova e non consentita valutazione del merito dei presupposti per
la revoca del beneficio penitenziario dell’affidamento in prova terapeutico,
precedentemente concessogli, che risultano vagliati dal Tribunale di sorveglianza
di Milano in conformità delle risultanze processuali.
Nell’ordinanza impugnata, invero, venivano correttamente valutati gli
elementi processuali risultanti agli atti, con una motivazione congrua e priva di
erronea applicazione della legge penitenziaria, evidenziandosi che Puzzo aveva
assunto un atteggiamento fortemente oppositivo nei confronti del personale della
struttura “Il Girasole”, dove era alloggiato, inducendo i vertici di tale organismo a
revocare la disponibilità ad accogliere il ricorrente, definendo la situazione “grave
e insostenibile”.
Tenuto conto di questi univoci indicatori soggettivi e della gravità della
vicenda nella quale il ricorrente risultava coinvolto, il Tribunale di sorveglianza di
Milano, nel passaggio esplicitato a pagina 2 del provvedimento impugnato,
evidenziava correttamente l’inidoneità della misura alternativa applicata a Puzzo
ad assolvere alle finalità di prevenzione speciale sue proprie, imponendone la
revoca.

2

h

Per queste ragioni, il ricorso proposto da Carmelo Puzzo deve essere
dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al
versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 3.000,00
euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

spese processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle

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