Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35989 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35989 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
NICOLOSI LORENZO RICCARDO nato a SEREGNO il 20/01/1984

avverso l’ordinanza del 15/06/2017 del TRIB. SORVEGLIANZA di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza in epigrafe il Tribunale di sorveglianza di Milano revocava la
misura dell’affidamento in prova al servizio sociale precedentemente concessa a
Lorenzo Riccardo Nicolosí.
Avverso tale ordinanza Lorenzo Riccardo Nicolosi ricorreva per cassazione,
deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, in relazione alla ritenuta
sussistenza dei presupposti per la revoca del beneficio penitenziario
precedentemente concessogli, che erano stati valutati dal Tribunale di

sorveglianza di Milano con un percorso argomentativo incongruo, che non teneva
conto del processo rieducativo positivamente intrapreso dal condannato durante
l’esecuzione della pena detentiva presupposta e dell’effettivo disvalore delle
violazioni contestate al condannato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame non individua singoli
aspetti del provvedimento impugnato da sottoporre a censura, ma tende a
provocare una nuova e non consentita valutazione del merito dei presupposti per
la revoca del beneficio penitenziario dell’affidamento in prova al servizio sociale,
precedentemente concessogli, che risultano vagliati dal Tribunale di sorveglianza
di Milano in conformità delle risultanze processuali.
Nell’ordinanza impugnata, invero, venivano correttamente valutati gli
elementi processuali risultanti agli atti, con una motivazione congrua e priva di
erronea applicazione della legge penitenziaria, evidenziandosi che Nicolosi, in
pendenza della misura alternativa, assumeva continuativamente sostanze
stupefacenti, risultando positivo ai controlli tossicologici eseguiti nei suoi
confronti.
Tenuto conto di questi univoci indicatori soggettivi e della gravità della
vicenda nella quale il ricorrente risultava coinvolto, il Tribunale di sorveglianza di
Milano, nel passaggio esplicitato a pagina 2 del provvedimento impugnato,
evidenziava correttamente l’inidoneità della misura alternativa applicata a Puzzo
ad assolvere alle finalità di prevenzione speciale sue proprie, imponendone la
revoca.
Per queste ragioni, il ricorso proposto da Carmelo Puzzo deve essere
dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al
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versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 2.000,00
euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 2.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.

Così deciso il 05/07/2018.

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