Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35986 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35986 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: CENTONZE ALESSANDRO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PERRE GIUSEPPE nato a LOCRI il 27/09/1987

avverso l’ordinanza del 04/08/2017 del TRIB. SORVEGLIANZA di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRO CENTONZE;

Data Udienza: 05/07/2018

RILEVATO IN FATTO

Con l’ordinanza in epigrafe il Tribunale di sorveglianza di Milano revocava il
beneficio penitenziario della detenzione domiciliare, che era stato
precedentemente concessa a Giuseppe Perre, su conforme proposta del
Magistrato di sorveglianza di Milano.
Avverso tale ordinanza il condannato ricorreva per cassazione, deducendo
violazione di legge e vizio di motivazione, in relazione alla ritenuta sussistenza

concessogli, che erano stati valutati dal Tribunale di sorveglianza di Milano con
un percorso argomentativo incongruo, che non teneva conto del processo
rieducativo positivamente intrapreso dal condannato durante l’esecuzione della
pena detentiva presupposta e dell’effettivo disvalore delle violazioni contestate al
condannato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile, risultando basato su motivi manifestamente
infondati.
Deve, in proposito, rilevarsi che il ricorso in esame non individua singoli
aspetti del provvedimento impugnato da sottoporre a censura, ma tende a
provocare una nuova e non consentita valutazione del merito dei presupposti per
la revoca della detenzione domiciliare precedentemente concessagli, che
risultano vagliati dal Tribunale di sorveglianza di Milano in conformità delle
risultanze processuali.
Nell’ordinanza impugnata, invero, venivano correttamente valutati gli
elementi processuali risultanti agli atti, con una motivazione congrua e priva di
erronea applicazione della legge penitenziaria, evidenziandosi che Perre, nelle
more della misura alternativa in esame, era stato attinto da un’ordinanza di
custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano il
04/07/2017, nel contesto della quale veniva ritenuto uno degli esponenti di
vertice di un’organizzazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti,
collegata alla criminalità organizzata di matrice ‘ndranghestista.
Tenuto conto di questi univoci indicatori soggettivi e della reiterazione delle
violazioni evidenziate, la cui commissione coprivano un arco temporale
particolarmente ampio, il Tribunale di sorveglianza di Milano, nel passaggio
esplicitato a pagina 2 del provvedimento impugnato, evidenziava correttamente
l’inidoneità della misura alternativa applicata a Perre a favorirne il reinserimento

2

dei presupposti per la revoca del beneficio penitenziario precedentemente

sociale e ad assolvere alle finalità di prevenzione speciale sue proprie,
imponendone la revoca.
Per queste ragioni, il ricorso proposto da Giuseppe Perre deve essere
dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, non ricorrendo ipotesi di esonero, al
versamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinabile in 3.000,00
euro, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di 3.000,00 euro alla Cassa delle
ammende.
Così deciso il 05/07/2018.

P.Q.M.

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