Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35950 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35950 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: APRILE STEFANO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
JAZAJ VEZIR nato il 24/08/1984

avverso la sentenza del 20/09/2017 del GIUDICE DI PACE di CREMONA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere STEFANO APRILE;

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

Il GIUDICE DI PACE di CREMONA, con sentenza in data 20/09/2017, condannava alla pena ritenuta
di giustizia JAZAJ VEZIR in relazione al reato di cui all art. 10 bis dlgs n. 286 del 1998.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione con
riferimento alla ritenuta responsabilità dell’imputato.

Il ricorso è inammissibile.

Tra i requisiti del ricorso per cassazione vi è anche quello, sancito a pena di inammissibilità, della

determinati della decisione impugnata, ma anche quello di indicare gli elementi che sono alla base
delle sue lagnanze.
Nel caso di specie il ricorso è inammissibile perché privo dei requisiti prescritti dall’art. 581, comma
1, lett. c) c.p.p. in quanto, a fronte di una motivazione della sentenza impugnata ampia e
logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non
consentendo al giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio
sindacato.
Nel caso di specie, a fronte della puntuale motivazione che dà atto che non risulta che l’imputato si
sia allontanato dal territorio nazionale, non rilevando in tal senso la dichiarata disponibilità di un
biglietto aereo, il ricorso si limita a riprodurre le argomentazioni già esaminate dal giudice di merito
senza segnalare specifici vizi del provvedimento impugnato.

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della
causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento
della somma, che ritiene equa, di euro 2.000 a favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 2.000 alla cassa delle ammende.

Così deciso il 05/07/2018
stensore
APRILE

specificità dei motivi : il ricorrente ha non soltanto l’onere di dedurre le censure su uno o più punti

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