Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 3595 del 26/11/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 3595 Anno 2016
Presidente: MARASCA GENNARO
Relatore: DEMARCHI ALBENGO PAOLO GIOVANNI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GIOFRE’ ROSA N. IL 01/06/1956 parte offesa nel procedimento
RILIEVI BIAGINA N. IL 29/10/1955 parte offesa nel procedimento
c/
IGNOTI
avverso il decreto n. 500793/2013 GIP TRIBUNALE di IMPERIA, del
14/03/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PAOLO GIOVANNI
DEMARCHI ALBENGO;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 26/11/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Giofrè Rosa e Rilievi Biagina propongono ricorso per cassazione
contro il decreto di archiviazione del gip del tribunale di Imperia per
violazione di legge per mancata fissazione di udienza in camera di
consiglio,

nonostante

la

presentazione

di

opposizione

all’archiviazione.

ha concluso per l’annullamento del provvedimento impugnato con la
trasmissione degli atti all’ufficio gip del tribunale di Imperia per
l’ulteriore corso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.

Il ricorso è tardivo; il provvedimento di archiviazione reca la

data del 14.03.2014 e, pur non essendo stato notificato alle parti
offese, risulta da queste conosciuto quantomeno in data 10 marzo
2015, allorchè proponevano istanza di riapertura delle indagini. Da
tale data, al più tardi, decorre il termine di 15 giorni per
l’impugnazione, termine che non risulta rispettato, essendo il ricorso
per cassazione datato 11 malo 2015 e depositato presso la
cancelleria del tribunale di Imperia il 27 maggio 2015.
2. Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per
tardività; alla declaratoria di inammissibilità segue, per legge (art.
616 c.p.p.), la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali nonché (trattandosi di causa di inammissibilità
determinata da profili di colpa emergenti dal ricorso: cfr. Sez. 2, n.
35443 del 06/07/2007 – dep. 24/09/2007, Ferraloro, Rv. 237957) al
versamento, a favore della cassa delle ammende, di una somma che
si ritiene equo e congruo determinare in Euro 1.000,00.

p.q.m.

1

2. Il Procuratore generale presso questa suprema corte, dottor Selvaggi,

da

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna ciascuna ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 a
favore della cassa delle ammende.

Così de “so il 26/11/2015

2

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