Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 35931 del 05/07/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 35931 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: APRILE STEFANO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
VALLONE LEONARDO nato a MONZA il 13/03/1975

avverso la sentenza del 28/09/2017 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere STEFANO APRILE;

Data Udienza: 05/07/2018

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

La CORTE APPELLO di MILANO, con sentenza in data 28/09/2017, confermava la condanna alla
pena ritenuta di giustizia pronunciata dal TRIBUNALE di MONZA, in data 21/01/2016, nei confronti
di VALLONE LEONARDO in relazione al reato di cui all’art.75, comma 2 D.Igs. n. 159 del 2011 e art.
707 c.p.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione con
riferimento alla esecutività della misura di prevenzione che si assume violata in considerazione del
fatto che la stessa era stata disposta mentre l’imputato si trovava detenuto, con conseguente
sospensione della stessa, e in mancanza, all’atto della scarcerazione, di una nuova valutazione sulla

Il ricorso è inammissibile perché manifestamente infondato.
I giudici di merito hanno, logicamente correttamente evidenziato che alla data di emissione del
provvedimento di prevenzione (20.3.2015) l’imputato si trovava ristretto, sicché la misura è stata
sospesa, venendo concretamente applicata il successivo 18.9.2015 all’atto della scarcerazione, che
non era trascorso un apprezzabile lasso temporale tale da imporre una nuova valutazione della
pericolosità.
In proposito deve essere richiamato l’autorevole principio espresso dalla giurisprudenza di
legittimità con la recente sentenza del 21 giugno 2018 delle sezioni unite secondo il quale il giudizio
di pericolosità deve essere ripetuto in presenza di una carcerazione di lunga durata.

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della
causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento
della somma, che ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro tremila alla cassa delle ammende.

Così deciso il 05/07/2018
Il Consigliere Estenso

l

persistente pericolosità.

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